Arriva il geofencing di DJI per evitare le zone proibite ai droni

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I droni amatoriali possono tranquillamente volare e fare riprese al di fuori dei campi volo, in un luogo non popolato scelto dal pilota. Ma il regolamento specifica che il volo non può avvenire nelle zone proibite, che sono tante, specie dopo che con l’emendamento di Natale gli aeromodellisti sono stati sbattuti senza tanti complimenti fuori dalle CTR aeroportuali, che sono aree molto vaste.

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Non è credibile che un utente normale, un hobbysta che vola per divertimento e quindi senza bisogno di “patentini” o burocrazie, magari minorenne, possa sapere quali sono le aree proibite.
Che dipendono da tante cose: per esempio dai regolamenti comunali e locali, o dal periodo dell’anno; per dirne una, sulle spiagge si vola d’inverno ma sono proibite durante la stagione balneare. Poi ci possono essere divieti transitori, qando qualcuno si riserva lo spazio aereo per una manifestazione, una missione o magari anche solo un SAPR che chiede la segregazione dello spazio aereo per una operazione specializzata critica. La riserva di spazio aereo è notificata a piloti e controllori di volo tramite un NOTAM, ma di sicuro nessun ragazzino che si fa i selfie aerei sa cos’è un NOTAM.

Se non si può volare, il Phantom non si alza
Per aiutare le persone (hobbysti ma anche professionisti) a rispettare la legge e non mettersi in condizioni di rischio, DJI da tempo batte la strada del Geofencing, che sarebbe poi un database aggiornato in tempo reale con le no-fly-zone che interagisce direttamente con la logica del drone, che rifiuta di entrare nelle aree interdette o di armarsi se si cerca di farlo decollare dove non si può.

warning-344c0bcd0a6b9b8df213f14e139ef306Per gli utenti europei e nordamericani di Phantom 3 e Inspire 1, DJI lancia la versione beta del major upgrade del suo controllore di volo digitale, GEO;  grazie all’aggiornamento, agli utenti arrivano le notifiche relative alle aree temporaneamente chiuse ai droni, a causa si eventi (come il Giubileo di Roma), di incendi, di grandi eventi sportivi eccetera eccetera e posti dove è proibito volare sempre per la vocinanza di aeroporti, prigioni, installazioni militari, impianti energetici e le varee aree sensibili interdette al sorvolo.

Se sei autorizzato lo puoi spegnere
Il geofencing inibisce il volo del drone, ma può essere disattivato dall’utente, che sotto al sua responsabilità potrà volare se è autorizzato (magari perché è proprio lui che ha chiesto il NOTAM per fare un’operazione specializzata critica) ma restano aree che non possono essere sbloccate, come la Casa Bianca: se Obama vuole giocare nel giardino di casa sua, dovrà farselo hacherare dal Secret Service, immaginiamo che loro riescano a farlo, oppure si comprerà un Parrot. In ogni caso, per poterlo sbloccare, è richiesto un account verificato con DJI attraverso una carta di credito, per evitare che qualcuno sblocchi un drone rubato e vada a fare danni a nome di un altro.

Gli utenti di Android possono scaricare la beta di GEO direttamente. Chi invece usa l’iphone può chiedere l’aggiornamento mandando una email a flysafe@dji.com.

La pagina di download è  http://www.dji.com/flysafe/geo-system.

 

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