Droni postini? No, grazie. Piloti e scienziati australiani bocciano Zookal

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"Pie in the sky": Commercial drone operator Coptercam's  chief pilot Hai Tran.

La proposta di Zookal, il service australiano che vorrebbe usare droni per consegnare a domicilio i libri a noleggio, ha suscitato dure critiche, a cominciare dalla comunità australiana dei piloti professionisti di piccoli velivoli robot.

“Castelli in aria” sbotta Hai Tran, il capo dei piloti di Coptercam, un operatore commerciale di piccoli droni (nella foto). Tran ricorda che in Australia le regole sulle operazioni dei droni impongono che un pilota umano abbia sempre sotto controllo il drone, e che non possa mai uscire dal suo campo visivo. E il drone deve stare ad almeno 30 metri di distanza dalle persone, pilota escluso, in ogni istante. E senza una licenza speciale non può entrare nei centri abitati.

Gli accademici australiani rincarano la dose: per poter essere abilitato a un simile servizio, il drone dovrebbe avere un sistema anticollisione e evitamento degli ostacoli certificato dalle autorità aeronautiche.

L’autorità aeronautica australiana, CASA, ha fatto sapere di aver ricevuto la richiesta di autorizzazione di Flirtely, la startup che opera i droni che dovrebbero portare i libri di  Zookal, ma di non aver ancora espresso un parere. Ma ha detto chiaramente di aver messo dei paletti, tra cui la proibizione di volare in aree sensibili, densamente popolate e comunque mai vicino alla gente.

“L’idea è buona” continua  Tran “Ma la tecnologia non è ancora matura e le regole non permetteranno mai un simile servizio. Da quel che so di CASA, non daranno mai i permessi”.

Ancora più dura la posizione di Darren Turner, docente di geografia e studi ambientali all’Università della Tasmania: “La sola idea di spedire un drone a volare alla cieca in aree suburbane e atterrare dove non sai cosa c’è sotto e attorno, è semplicemente folle. Fossi in CASA, non approverei mai”.

Il professor Duncan Campbell, direttore del Australian Research Centre for Aerospace Automation, dice di intravvedere un futuro in cui i piccoli droni porteranno medicinali urgenti e apparati medicali, ma non certo nel 2014.L’idea “semplicemente non può funzionare in nessun caso, sarebbe molto più semplice ed economico mettere i libri in macchina e portarli ai clienti”, aggiunge. E quanto alle ipotesi di Flirtey di usare sonar o laser per identificare ed evitare gli ostacoli, liquida con un secco “tutta spazzatura”. 

Il fondatore di Flirtey, Matt Sweeney, difende la sua creatura: “Molta gente dice che il nostro servizio è impossibile. Bene, se falliremo avremo soddisfatto le loro aspettative. Ma se invece avremo successo, cambieremo il mondo e inventeremo una nuova industria. Una sfida che siamo pronti a raccogliere”. E afferma che, a dispetto di piloti e scienziati, la sua tecnologia è pienamente in grado di evitare collisioni e ostacoli. “E’ un aspetto cruciale e molto difficile da risolvere” ammette ma – dice lui – i suoi ricercatori “hanno fatto notevoli progressi” con sonar, sensori ottici e raggi laser. Il sonar in particolare è “particolarmente efficace, ma non nell’evitare gli alberi”. I laser se la cavano meglio, ma pesano e costano cari. Mentre “buoni risultati” li starebbero dando i sensori ottici.

Quel che è certo, è che Zookal si sta facendo un mucchio di pubblicità gratis, indipendentemente dal modo con cui consegnerà i suoi libri.

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