Gli scienziati americani promuovono i droni postini: “tagliano le emissioni di CO2 fino al 60%”

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Dopo tre anni di studi, gli scienziati del Lawrence Livermore National Laboratory californiano hanno verificato che se i pacchetti venissero consegnati con i droni invece che con i furgoni, avremmo città più pulite e grandi benefici per il clima, non solo nelle città

“L’ultimo miglio della consegna di pacchi e posta è quello dove si concentra maggiormente l’inquinamento dell’industria dei corrieri” spiega il professor Joshuah Stolaroff, ecologo del  Lawrence Livermore National Laboratory (nella foto), gestito dall’Università della California e tristemente noto perché insieme al Laboratorio Nazionale di Los Alamos è il maggior laboratorio statunitense per lo sviluppo di bombe e armi nucleari. “Ci sono moltissimi scenari dove l’impatto ecologico dei droni sarebbe positivo”.

Dopo uno studio durato ben tre anni, gli scienziati americani sono arrivati alla conclusione che i droni elettrici con un range di 4 km consumano meno energia per pacco e per miglio di quanto consumano i furgoni diesel normalmente impiegati per le consegne. il calcolo non è semplice come sembra perché bisogna ovviamente considerare che in qualche modo l’energia elettrica per caricare gli accumulatori va prodotta nelle centrali elettriche, che a loro volta emettono enormi quantità di gas serra.

Naturalmente l’efficienza del trasporto, e quindi il beneficio ambientale, dipende molto dall’efficienza del drone e dal suo design, oltre che dalle condizioni ambientali, dalla velocità e dal carico: gli scienziati inglesi hanno misurato e  valutato 1.073 voli reali di droni impegnati in diversi esperimenti condotti da  Amazon, Google, UPS, e Deutsche Post DHL, verificando che il quadricottero vince di gran lunga sugli ottocoteri, e che il range di velocità ottimale è tra 5 e 10 metri al secondo (tra 20 e 40 km/h, paragonabile alla velocità commerciale di un furgone in ambito urbano).

Il problema è che il delivery volante è una promessa non ancora mantenuta: a parte Amazon, che parla molto e fa ben poco se non nulla del tutto, abbiamo visto comunque servizi interessanti: droni che portano medicinali, plasma e campioni per analisi collegando in rete ospedali in Africa dove le strade sono poco sicure o mancano del tutto, esperimenti in svizzera e in islanda, esperienze di Ups e DHL,  insomma, qualcosa si muove ma siamo molto, molto lontani dal far decollare per davvero i droni postini per un servizio capillare e diffuso. Se i problemi di ordine tecnico e soprattutto normativo che oggi frenano la diffusione del delivery volante, il vantaggio sarebbe enorme, come si vede da questa immagine che mostra quanto più efficienti siano i droni rispetto a qualsiasi altra tecnologia di trasporto:

Fino al 60% di gas serra in meno

Il beneficio ambientale dipende da un sacco di fattori, a cominciare da come l’energia elettrica viene prodotta, dalle effettive distanze richieste per le consegne, dalle condizioni ambientali. Le differenze sono enormi tra una situazione e l’altra: nel loro lavoro, gli scienziati americano hanno dimostrato che l’uso dei droni su larga scala porterebbe a un taglio del 59% dei gas serra in California, e solo del 17% in Missouri, rispetto ai consueti sistemi di delivery in uso oggi.

Per approfondire, con tutte le formule matematiche del caso, ecco il link alla ricerca completa

 

 

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