Ambarella manda il gimbal in pensione. In arrivo fotocamere ultrapotenti specifiche per i droni

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Ambarella è il produttore dei chip che fanno funzionale la gran parte delle action cam e delle telecamere per droni, a cominciare dall’arcinota GoPro. Al CES di Las Vegas, il chipmaker californiano ha sfornato una novità pensata proprio per i droni: i chip H2 e H12, progettati per consentire ai droni di catturare immagini più definite in condizioni di scarsa luminosità o in caso di alto contrasto, cosa quest’ultima che capita di frequente quando si vola in pieno sole.

Addio gimbal
Aumenta anche la definizione dei dettagli e i video diventano più fluidi, ma la cosa più importante è che il chip oltre ad avere un efficentissimo sistema di stabilizzazione 3D dell’immagine ha abbastanza potenza di calcolo a bordo pergestire digitalmente il ritaglio delle riprese in tempo reale, per selezionare il punto di vista senza muovere fisicamente la camera, un po’ come fa il BeBop Parrot. Insieme queste funzioni rendono inutili il gimbal meccanico, che pesa, costa ed è delicato.Questa possibilità è garantita anche dalla potenza di elaborazione di bordo, che integra una CPU  quad-core da 1.2 GHz  ARM Cortex-A53 floating point con tecnologia NEON: quel che serve per applicazioni come il controllo della camera durante il volo,analisi del video e networking wireless. Mentre la restituzione del video senta l’effetto botte dei grandangoli è implementata via hardware per ottenere le migliori prestazioni. L’ammiraglia H2 supporta anche via hardware un secondo streaming video Full HD a bassa latenza per l’FPV e il controllo dell’inquadratura.

Un mostro di potenza per droni sotto i 250 grammi
Il chip è ottimizzato per camere leggere, dal momento che oltre a essere molto piccolo ha un consumo di corrente estremamente contenuto, 2 Watt, che significa batterie più leggere e meno difficoltà a dissipare il calore. E se ci aggiungiamo che si può fare appunto a meno del gimbal, significa che Ambarella ha in mente anche i droni sotto i 250 grammi, che in America non hanno bisogno di registrazione e in Italia possono volare come SAPR senza patente e senza burocrazia in tutti gli scenari operativi, città compresa.

Insomma, Ambarella apre la porta a camere di altissima qualità (il chip H2 è di fascia molto alta, per filmati 4K Ultra HD H.265/HEVC a 60 frame al secondo e 4K AVC video a ben120 frame al secondo, l’H12 un poco più abbordabile ma sempre a 4k, anche se limitato a 30 frame al secondo) anche ai micro droni, che sono destinati a giocare un ruolo sempre più di primo piano in tutto il mondo, Italia compresa. Purtroppo, entreranno in produzione ad alti volumi solo nel 2017.

 

 

 

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