I produttori di cognac francesi mettono benzina ai droni di Delair

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Di agricoltura e droni si parla da anni ma, soprattutto in Italia, questo matrimonio fatica a decollare, nonostante progetti e conferenze, anche per la natura dei terreni agricoli. Così, i nostri cugini d’oltralpe provano a bagnarci il naso investendo sulle startup che stanno studiando droni per il settore primario.
E’ questo il caso dei produttori del cognac Remy Martin, che hanno deciso di investire in Delair Tech attraverso un fondo per supportare la crescita della statup di Tolosa.

drone-delair-techI risultati sono già arrivati: come annunciato da Michael de Lagarde, cofondatore e amministratore delegato di Delair Tech, l’azienda ha raccolto dal fondo 13 milioni di euro; una somma che gli permetterà di portare i loro droni anche in Cina e negli Stati Uniti, nazioni in cui contano di piazzare diversi dei loro velivoli professionali.
Le caratteristiche del loro velivolo, del resto, sono interessanti: pesa meno di 2 chili, per la sua leggerezza riesce a volare per circa 2 ore ed è munito di un software per l’analisi dei dati raccolti dalla termocamera. Il tutto di ottima qualità, anche perché c’è da giustificare un prezzo che si aggira intorno ai 33 mila dollari.

In attesa che i mercati cinesi e statunitensi diano il responso finale sulla bontà del progetto francese, i produttori di cognac hanno provato a festeggiare il risultato raggiunto. Come? Con un bel brindisi con un cameriere particolare (e un po’ impreciso).

wine drone

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