Francia, sempre più droni dietro al successo del vino transalpino

Il tempo delle sperimentazioni, iniziate qualche anno fa, sembra già essere agli sgoccioli. Sempre più produttori agricoli, in tutto il mondo, usano i droni in pianta stabile e stanno cominciando a fare sul serio. Al momento la nuova tecnologia è adottata principalmente dalle aziende più grandi, che possono investire captali importanti per strumentazioni all’avanguardia, ma non solo. Un numero sempre maggiore di agricoltori più piccoli, ma anche più smart, ha capito che i soldi spesi per l’agricoltura di precisione praticata coi droni si ripagano bene, perché in questo modo risparmiano su una miriade di fattori produttivi, ai tempi di monitoraggio delle coltivazioni al costo del personale umano, passando ovviamente per il consumo di fertilizzanti e pesticidi.

In Francia, che da sempre si contende con l’Italia la fama mondiale di Paese produttore di ottimo vino, i droni sono diventati in poco tempo strumenti indispensabili per gli addetti ai lavori del settore vinicolo, cosa che favorisce al contempo anche lo sviluppo delle aziende che producono droni e software per l’agricoltura 2.0. La scelta dei produttori vinicoli è basata su mere valutazioni economiche, spiega Michael de Lagarde, CEO di Delair (startup con sede vicino a Tolosa) “Ai nostri clienti non importa di quanto siano divertenti i droni. Loro misurano costi, ritorno sull’investimento e performance“.

Quindi, mentre il mercato dei droni consumer attraversa una pericolosa fase di stallo per via degli incombenti cambiamenti introdotti dal regolamento EASA che creano incertezza tra i tanti appassionati, sono le aziende a fare da traino all’intero settore.

E al di là dei singoli casi di eccellenza che per fortuna ci sono anche nel nostro Paese,  sarà il caso di svegliarsi anche in Italia, se non vogliamo perdere competitività col resto del mondo, specie in quegli ambiti che da sempre costituiscono il fiore all’occhiello della produzione made in Italy.