Iran: abbiamo un drone che può colpire Israele

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L’agenzia di stato IRNA riporta che l’Iran ha mostrato alla stampa un drone bellico sviluppato interamente nella repubblica islamica, con un raggio d’azione di 2 mila chilometri, abbastanza per colpire Israele. Si chiama Fotros e secondo il ministro della difesa iraniano, Mohammad Dehgan, ha autonomia da 16 a 30 ore, a seconda del carico pagante, e vola a una quota di 25 mila piedi (circa 8 mila metri).

Dehgan ha fatto sapere che il drone può svolgere sia compiti di ricognizione e pattugliamento (spionaggio, in altre parole) sia mettere a segno attacchi missilistici. Secondo il ministro, ma non ci sono riscontri di parte non iraniana, “il drone è stato testato con successo e dimostra che le sanzioni occidentali non sono un ostacolo al progresso dell’industria della difesa”. Gli Usa prendono sul serio gli sviluppi dell’industria iraniana in tema di aerei senza pilota; si sa che l’Iran ha messo le mani almeno su un drone USA, e tutto indica che abbia avuto l’aiuto di Russia e Cina per fare l’ingegnerizzazione inversa e carpire molti segreti degli unmanned americani. Già nel settembre scorso, la Guardia Rivoluzionaria, un corpo d’elite dell’esercito, aveva detto di aver cominciato la produzione in serie del drone “Shahed 129”, con 1700 km di raggio e 24 ore di autonomia, con un carico bellico di 8 missili e il più piccolo  “Yasseer,” copia ridotta dell’americano ScanEagle,  che dovrebbe avere 8 ore di autonomia, 200 km di raggio d’azione e 4500 metri di quota massima. Le autorità iraniane usano toni distensivi, assicurano che non vogliono colpire Israele e che i droni hanno solo una funzione deterrente.

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