Il mercato scommette sui micro droni: più piccolo è il drone, più grande il business?

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Maggiore efficienza e dimensioni più piccole sono senza dubbio tra i principali trend – attuali ma anche futuri – del mercato dei droni. Alla base del successo, per ora solo fortemente annunciato, dei micro droni non c’è però solo l’esperienza di quanto già avvenuto con i telefoni cellulari (poi divenuti smartphone), bensì anche la quasi certezza che – prima o poi – questi modelli di drone ultra leggeri e praticamente tascabili vanteranno regole ad hoc e più permissive da parte delle normative di molti paesi. Negli Usa, ad esempio, la FAA sembra muoversi verso una classificazione dei droni in base al rischio che il loro uso può costituire, ed è chiaro che da questo punto di vista i micro droni vanterebbero caratteristiche ideali. Dal punto di vista tecnico, inoltre, lo sviluppo tecnologico farà sì che questi modelli implementino in futuro un numero sempre maggiore di funzioni che oggi sono riservate ai droni professionali.

Scommettere finanziariamente (e in anticipo) sul successo dei micro droni potrebbe fruttare lauti guadagni agli investitori, che di conseguenza hanno iniziato a puntare decisi in questo comparto.

Sulla piattaforma di crowdfunding Indiegogo, ad esempio, l’attuale top 10 dei progetti di droni include ben 5 campagne relative ai micro droni, che in totale mettono insieme quasi 7 milioni di dollari di finanziamento raggiunti (quasi tutti divisi tra Onagofly e Micro Drone 3.0).

Sappiamo bene quanto sia difficile portare a termine con successo queste sfide, ma i diversi fallimenti e ritardi registrati finora su progetti simili non sembrano frenare minimamente la fiducia (e di conseguenza i finanziamenti) degli investitori nel settore dei micro droni.

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