Prova di volo e recensione drone DJI Phantom 4

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Oramai presente sugli scaffali da quasi un mese, il drone DJI Phantom 4 intende rivoluzionare il mercato e abituare gli utilizzatori ad una nuova serie di features che renderanno questi velivoli a pilotaggio remoto sempre più semplici da usare e sicuri. Dopo la recensione tecnica di rito, pubblicata sul corrente numero cartaceo e digitale di Dronezine, abbiamo voluto provarlo su strada, anzi in volo.

Recensione, come si presenta il Phantom 4

Appoggiamo sul tavolo l’imballo del Phantom 4 che funge anche da valigia di trasporto, destinata comunque ad ammaccarsi con il tempo dato che è costruita in polistirolo, ma per i più attenti e scrupolosi, potrebbe evitare l’acquisto di un case aggiuntivo o di uno zainetto. Certamente limitata ai soli accessori in dotazione non permette di caricare nemmeno una batteria aggiuntiva, ma dato che è compresa nel prezzo, perché buttarla?

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Appena preso in mano il nuovo drone di casa DJI, ci si accorge che ha un consistente peso specifico e che a primo acchito farebbe presupporre ad un aumento dei grammi rispetto al precedente Phantom 3. In verità si tratta di un inganno, le forme arrotondate e anche le dimensioni dell’interasse tra i motori leggermente inferiori rispetto al fratellino precedente, lo rendono solo apparentemente più pesante.
Un bel carrello robusto, i nuovi attacchi per le eliche davvero semplici e comodi. Un sistema plastico per bloccare la telecamera e un gimbal che risulta ingegnerizzato davvero con molta cura. Insomma se è vero che anche l’occhio vuole la sua parte, qui ci siamo in pieno.

Dentro alla valigia / scatola, fa bella figura anche un volantino che avvisa sul modo di utilizzo del drone, specificando cosa si può e non si può fare con le avvertenze di stampo americano, fortemente volute dalla autorithy aeronautica FAA con le indicazione del Before You Flight.

DJI Phantom 4: prezzo

Insomma il consistente aumento del prezzo del Phantom 4 rispetto al suo predecessore Phantom 3 Advanced (500 euro di base), passa immediatamente in secondo piano sin dai primi momenti. E ancora non abbiamo assaggiato appieno tutte le nuove appetitose funzioni aggiuntive quali ad esempio la Active Track, che permette al drone, di seguire e tenere inquadrato un soggetto solo grazie all’uso della telecamera senza portarsi dietro nessuno smartphone con GPS integrato.

Certo se pensiamo che le batterie non sono retro compatibili con nessuna precedente versione di droni Phantom, forse qualche dubbio sulla consistente spesa iniziale si insinua nelle nostre menti, ma dal momento che il lancio iniziale e i primi acquisti sono stati possibili solo negli Apple store di tutto il mondo; ci si rende conto che la strategia commerciale di DJI diventa molto simile a quella della Mela Bianca del compianto Steve Jobs.

Iniziamo a montare le eliche e dopo aver installato lo smartphone nell’apposito alloggiamento situato al centro del nuovo radiocomando, notiamo che  rispetto alla precedente versione sono cambiate le posizioni di alcuni pulsanti e leve. Lanciamo quindi l’app e svolgiamo il consueto “balletto di rito”  per eseguire la calibrazione della bussola dato il sostanziale cambiamento di zona del volo effettuato qualche giorno prima.

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un particolare della vista inferiore dove sono alloggiati i sensori per il posizionamento anche in assenza del segnale GPS, la telecamera con il nuovo gimbal e la scheda micro SD

Radiocomando

Il radiocomando con le fattezze all’apparenza simile al suo predecessore, in realtà apporta qualche lieve cambiamento sula funzionalità di alcuni comandi e pulsanti di azionamento. Il feeling rimane sempre molto alto, pur avendo un aspetto semplice e raffinato, si apprezza la qualità costruttiva e l’idea di robustezza che trasmette. Con le doppie antenne e il supporto per tablet e smartphone centrale, si è certi di non avere in mano un giocattolino cinese.dji-phantom-4-nuovo-radiocomando

Nuovo Phantom 4: il sistema di evitamento ostacoli

Un’altra importante novità del drone DJI Phantom 4, riguarda il sistema di evitamento ostacoli, che grazie a due sensori, posti anteriormente sulle gambe del nuovo e più solido carrello, costituiscono una importante innovazione sia nel settore sicurezza, sia nella facilità di utilizzo. In caso di ritorno a casa automatico, si potrà stare ragionevolmente tranquilli pensando che il Phantom cercherà di evitare gli ostacoli che dovessero interporsi sulla sua traiettoria.

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C’è quindi un apposito menu nella app che permette di settare tutti i parametri inerenti questa importante funzione ed è possibile studiare e interagire su come vengono visti gli ostacoli da parte della centralina di controllo. Una sovrimpressione colorata, indica la distanza degli ostacoli posti dl fronte di marcia anteriore del Phantom,

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nella foto viene evidenziato un ostacolo con la zona rossa

Importante questo primo passo per evitare gli ostacoli più grossi e visibili, ma attenzione alle insidie costituite da cavi elettrici o rami sottili. Nella foto qui sotto una rete di protezione non viene assolutamente rilevata dai sensori quindi sempre meglio effettuare una bella analisi del territorio circostante prima di mettersi in volo.

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Attenzione a cavi elettrici, piccoli rami o reti, non vengono visti dai sensori

L’avvicinarsi dell’imbrunire e il rinfrescarsi dell’aria, non ci permettono di approfondire gli innumerevoli parametri della app che permette davvero un controllo approfondito sul modo di funzionamento del volo. È possibile settare gli esponenziali della radio,modificare il grado di sensibilità dei sensori giroscopici. Prevedere e settare il comportamento del gimbal.

Phantom 4 test di volo

Decidiamo quindi di effettuare un paio di voli, il primo in modalità normale, dove il Phantom 4 si comporta come oramai siamo stati abituati da questa piattaforma volante, ovvero impeccabile e perfetto e il secondo in Sport Mode, dove il Phantom ci sorpredne volando in maniera quasi aggressiva quasi come un qualsiasi multirotore degno di questo nome e risulta essere estremamente reattivo e piacevole, perlomeno per chi possiede i pollici allenati e non desidera fare solo riprese aeree. Certo riteniamo questa modalità un esercizio di stile da parte di DJI che ha voluto dimostrare di cosa sono capaci i propri ingegneri e progettisti, dato che difficilmente un drone da 1600 euro verrà usato per fare traversoni e otto rasenti al suolo.

Il giudizio finale, ad eccezione del prezzo che attualmente è stimato sui 1599 euro, ma che siamo certi fra qualche mese calerà in maniera considerevole, è decisamente positivo.
Il Phantom 4 è una drone di dimensioni compatte, con peso inferiore ai 2Kg, molto pratico, comodo e sicuro. In grado di svolgere attività professionali e persino ludiche, restituendo foto e filmati davvero degni di nota. Potenziando ulteriormente le funzioni avanzate, quali decollo e atterraggio automatico, return to home, ai quali si aggiungono le nuove Active Track con Follow Me, DJI conquista il mercato dei velivoli a pilotaggio remoto, sia in campo hobbystico sia in campo professionale, interponendo un divario insolcabile tra se e i suoi concorrenti.

Ringraziamo il sig. Paolo Martelli di MT Distribution per la prova e la pazienza portata durante i testi di volo.

Un breve video dimostrativo visibile sul nostro canale YouTube.

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