Prova di volo e recensione drone Walkera Vitus 320

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Walkera da sempre presente nella mente degli aeromodellisti e prima di tutto famosa per i suoi elicotteri e negli ultimi anni per i suoi droni da FPV racing, professionali e prosumer, ha aggiunto al suo ben nutrito catalogo un nuovo drone, il Vitus 320 che assomiglia davvero tanto al Mavic.
Ma le somiglianze sono solo estetiche, in realtà si vede chiaramente che è frutto di un progetto a se stante e che al massimo potrebbe aver copiato l’idea dei bracci pieghevoli.

Recensione del drone Walkera Vitus 320

Il drone Vitus 320, che per comodità, chiameremo solo Vitus, come se fosse un vecchio amico è frutto invece di alcune recenti tecnologie, quali i sensori agli infrarossi per rilevare gli ostacoli. Gli stessi bracci pieghevoli, sono ben progettati e robusti, il corpo del drone è particolare e certamente non copiato da nessun altro quadricottero.
Il gimbal che ammortizza i movimenti della telecamera è ben fatto e funziona bene. I motori e le eliche sono ben accoppiati e gli garantiscono sufficiente potenza per muoversi con velocità e agilità e il software e la centralina di bordo, sono ben ingegnerizzati per permettergli di resistere in hovering in autonomia anche in presenza di forte vento, vedere video in testa all’articolo.

Walkera Vitus, il prezzo

Il drone Vitus  è importato per il mercato italiano dal distributore G&G Distribution che ci ha tra l’altro concesso in prova il Vitus per due giorni. Viene venduto a un prezzo ufficiale di euro 1.190,00 comprensivo di borsa di trasporto, due batterie e kit di eliche di ricambio.
Una cifra che lo colloca leggermente al di sotto del prezzo ufficiale del Mavic, ma che lascia intendere che c’è un certo valore e non si tratta di un giocattolo.

Cosa c’è nella scatola, ovvero cosa si acquista insieme al drone Vitus

Abbiamo già parlato in questo precedente articolo, della borsa di trasporto davvero ben fatta e resistente e persino del radiocomando che è un altro punto di forza del Vitus, se non fosse per la scarsa luminosità dei led che ne indicano lo stato e la carica.
Le batterie sono inusuali e sono incluse in un pezzo di scocca del drone che comprende la metà abbondante del suo dorso. La loro autonomia parla di 20/25 minuti e possiamo dire che corrisponde al vero.

Le qualità di volo del drone Walkera Vitus non sono male, come spiegavamo preferiamo la dolcezza del volo in Manual, ma anche usando le modalità Auto e Sport, si comporta egregiamente persino con forte vento. Rimane la questione della funzione Brake, che praticamente lo fa inchiodare appena si rilasciano gli stick, anche se la manovra viene eseguita con la massima dolcezza. Nessun dondolio o vibrazione visibile comunque nei video registrati a bordo, segno che il gimbal su 3 assi lavora molto bene.

I sensori di volo, infrarossi e telecamere per il VPS

Ultimamente gli appassionati di droni hanno dovuto imparare un altro acronimo che si associa, almeno in parte a quello del GPS che si riferisce al sistema, anzi ai sistemi e costellazioni di satelliti geostazionari che orbitano intorno alla terra e che permettono ai droni di conoscere la loro posizione nello spazio. il VPS, che significa Visual Position System. utilizza alcuni sensori e molto più frequentemente una telecamera sotto alla pancia della fusoliera, puntata verso il basso, che entro 2/3 metri di altezza, gli permette d rimanere fermo in hovering nella stessa posizione, anche in mancanza del segnale GPS.

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Sensori inferiori per il posizionamento in ambienti chiusi basato sul VPS

Tenendo il Vitus a pancia in su, si possono notare sulla parte sinistra dopo la telecamera che registra i video e le foto, alcuni led a infrarossi e una piccola camera di servizio che svolge per l’appunto il lavoro di posizionamento anche senza le coordinate geospaziali. Il tutto funziona entro una altezza ben precisa dal suolo che tipicamente va dai 2 ai 3 metri, in alcuni droni anche un paio di metri in più ma il range operativo è circa quello.

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Sensori anteriori a infrarossi

Sulla parte anteriore del done Walkera Vitus, troviamo invece i sensori per il rilevamento degli ostacoli, cosa oramai comune per  quasi tutti droni DJI e Yuneec e che sta giustamente diventando un must per tutti i droni commerciali di fascia medio alta. Il sistema per ora si avvale di sensori a infrarossi, che ovviamente soffrono della forte luce e tecnicamente parlando non hanno una grande portata. E’ comunque un passo avanti e siamo convinti che tali sistemi miglioreranno sempre più nel prossimo futuro.

Funziona bene il sistema di rilevamento ostacoli del Vitus?

Le nostre recensioni sono sempre serie e mai di parte, le opinioni che traiamo dalle prove e dal pilotaggio dei droni, possono essere opinabili, ciò che a noi piace o non piace, potrebbe rivelarsi l’esatto contrario per altri tester. A nostro avviso i sensori anteriori anti collisione del drone Walkera Vitus, hanno ampio margine di miglioramento.
Nel senso che non è che non funzionino, ma ci pare che avvertano l’ostacolo solo quando è particolarmente vicino o grande. Se con alcuni oggetti di casa DJI ci siamo divertiti a lanciarli a tutta velocità contro un muro o un palo di grosse dimensioni, qui non ce la siamo sentita.

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Il rilevamento degli ostacoli anteriore non ci ha dato molto affidamento.

La app  di controllo

Abbiamo già espresso qualche parere non proprio sempre favorevole della Walkera Drone e vi invitiamo a leggere la pre recensione del Vitus, una questione mandatoria era relativa alle dimensioni dei caratteri usando uno smarpthone di piccole dimensioni, iPhone 5. Praticamente erano illeggibili, specialmente quelli in basso relativi alla telemetria: velocità, distanza dal pilota, altezza ecc. Collegando un iPad mini di 8 pollici la questione è stata risolta, ma anche in questo caso paragonando l’a app di controllo di casa DJI risulta evidente come il corpo di caratteri a parità di dispositivo, sia decisamente più alto. Tutte cose che si possono risolvere con un aggiornamento, ovviamente.

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Screenshot delal appa fatta girare su iPad mini, i caratteri sono leggibili, ma su device con dimensioni inferiori non si leggono

Le funzioni di volo avanzate del drone Walkera Vitus, Active Track e Follow

Abbiamo testato come promesso le funzioni che costituiscono un valore aggiunto a quasi tutti i droni prosumer, quali le gesture, gli scatti remoti con indicazioni del pilota, le funzioni di inseguimento basato solo sulla telecamera ecc.

Il Vitus come si diceva vola benino, decolla e atterra con un suo carattere, ma ci si può abituare. Abbiamo tentato invece la funzione Active Track e la Follow, che possono essere utili a un amatore o videomaker alle prime armi, per tenere sempre il soggetto inquadrato al centro della scena e siamo riusciti a farla funzionare 1 volta su 4.
Il software della App non è tanto intuitivo e non si capisce quando il soggetto sia stato agganciato. Il forte vento non facilitava le operazioni, ma anche in questo caso il nostro parere è che ci possono essere ampi margini di miglioramento.

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A sinistra il drone Vitus 320 e destra il drone Mavic

Nella parte finale del video in testa all’articolo, abbiamo messo in hovering, sempre sotto lo stretto controllo dei piloti, sia il Walkera Vitus 320 sia il DJI Mavic Pro. Entrambi si sono dimostrati all’altezza e qui il Vitus non ha affatto sfigurato nei confronti del cugino maggiormente conosciuto.

Abbiamo avuto anche un altro problema, forse dovuto alla scheda di memoria installata sul Vitus che non avendo abbastanza velocità ha registrato a scatti. Si riesce a vedere comunque nonostante il forte vento come il gimbal corregga con precisione e l’immagine sia tutto sommato parecchio stabile. Purtroppo non possiamo approfondire ulteriormente questa cosa, perché il meteo oggi non è stato clemente e domandi dobbiamo restituire il drone Walkera Vitus 320 ai responsabili di G&G Distribution che ci hanno imprestato il velivolo in oggetto per la prova sul campo.
Per contro il segnale del video ricevuto , è sempre stato efficace e senza lag.

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Walkera Vitus 320 vs DJI Mavic

Non esprimiamo opinioni e non facciamo confronti, ma almeno tre foto con i concorrenti vicini, le dobbiamo mostrare. In verità al di la delle forme simili, non hanno molto in comune, il Vitus non ha copiato DJI e ha seguito una sua linea di pensiero con soluzioni diverse da quelle adottate dal leader asiatico. Alcune cose le sono venute bene, altre meno, ma essendo un prodotto relativamente nuovo, può fare in tempo a migliorare.

 

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