L’Isis condanna a morte i piloti dei droni militari: “uccideteli tutti, ecco i nomi”

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“Ammazzateli ovunque essi siano. Bussate alla loro porta e decapitateli, pugnalateli, sparategli in faccia, tirategli una bomba”. Questo è il feroce proclama di un gruppo jihadista, “Islamic State Hacking Division”, che ha fatto circolare in rete una lista di settanta persone, uomini e donne, che ritiene coinvolta negli attacchi dei droni militari americani in Siria e Iraq.

MI-MacFarland-ArmyLa lista, per lo più di personale militare dell’USAF, è ritenuta attendibile dal quotidiano britannico The Sunday Times: verosimilmente, suggerisce il quotidiano inglese, la lista dei nomi è stata ricavata dai jihadisti sulla base di articoli di stampa e newsletter militari, ai quali con un paziente lavoro di ricerca sono stati aggiunti indirizzi e foto ricavate da Internet, a cominciare da Facebook e Linkedin. Tra loro, figura il nome del tenente generale Sean MacFarland, il capo della coalizione alleata in Siria e Iraq (nella foto).

La “divisione hacker” dell’Isis è stata a lungo sotto il comando di Junaid Hussain, ex hacker di Birmingham, ucciso da un drone in Siria lo scorso agosto.

La lista dei condannati a morte, che è circolata via Twitter si conclude con il proclama “I vostri crociati che sanno solo attaccare i soldati dello Stato Islamico con controller e joystick moriranno nei loro ranghi”.

La risposta del Pentagono non si è fatta attendere: il portavoce, maggiore Adrian Rankine-Galloway, ha dichiarato: “Siamo al corrente che l’Isis e altre organizzazioni terroristiche hanno periodicamente cercato di rivelare informazioni personali sui militari e dipendenti civili della Coalizione che hanno preso parte alla lotta contro l’Isis. Prendiamo misure proattive per proteggere il nostro personale e le loro famiglie, e li teniamo al corrente sugli sviluppi della situazione. No commentiamo l’autenticità delle informazioni in questione, ma ciò non avrà conseguenze sulle nostre operazioni contro l’Isis”.

 

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