Il drone GoPro potrebbe arrivare a maggio. Ma non ci sembra un gran passo avanti

0

gopro-incs-founder-and-ceo-nick-woodman-c-celebrates-gopro-incs-ipoGoPro, sempre più in difficoltà on il declinare delle vendite delle sue action cam, sacrifica il debutto dell’atteso Hero 5, che viene rinviato all’autunno per concentrarsi su Karma, il suo drone lungamente annunciato ma di coi non si sa praticamente nulla. Ci sono voci non confermate ufficialmente, ma molto insistenti, che danno per imminente il lancio del drone, per giugno o addirittura fine maggio.

A nostro parere, se dobbiamo dar credito alle ipotesi degli analisti, Karma potrebbe perà non essere abbastanza innovativo da risollevare le sorti di GoPro. La cosa che ci lascia più perplessi è che – sempre secondo le indiscrezioni –  Karma non avrà una sua camera integrata, ma sarà semplicemente un (ennesimo) drone per portare in cielo una GoPro. Il che sarebbe un bel passo indietro, più che un passo avanti: i droni di un paio di generazioni fa erano nati per far volare e GoPro, ma poi la tendenza si è invertita: Parrot, DJI, Yuneec hanno capito presto che le GoPro saranno il meglio che si possa desiderare per fare surf, sci estremo, bici eccetera, ma non sono ideali per volare: si vede che non sono progettate per quello, l’aerodinamica è pessima, il peso e la forma non sono granché per volare, e oltretutto non si possono integrare facilmente nelle logiche di bordo dei droni.

Bocciate e scaricate da tutti i produttori di droni, dunque, salvo qualche semplice drone cinese e da 3DRobotics, che ancora punta su GoPro e comunque non è (ancora) distribuito in Italia. Inoltre, a quanto si vede, non è che la GoPro sia esattamente un valore aggiunto del drone americano. Noi riteniamo che 3DR continui a scommettere su GoPro più che altro perché non ha una sua camera con cui sostituirla, più che per sincera convinzione.

gimbalrightSe davvero Karma non fosse costruito attorno a una nuova action cam specifica per le esigenze di chi vola, ma fosse – come ritengono gli analisti – semplicemente un drone per rimettere in volo le GoPro 3 e 4, oggi decisamente fuori gioco nel mondo dei droni, con quali armi potrà convincere gli utenti a scegliere di tornare a GoPro? Non certo con il prezzo, oggi un drone senza camera vale ben poco e si trova a poche centinaia di euro, e la politica di GoPro è stata sempre quella dei prezzi alti. Non certo con l’autonomia, il fattore di forma e dimensioni imposto dal payload (in questo caso, per l’appunto, le GoPro) limita i voli ai 20-25 minuti che tutti possono offrire senza problemi, andare oltre richiederebbe batterie più pesanti e ingombranti, un compromesso che mal si sposa con la praticità d’uso indispensabile per un drone consumer. Le Gopro Hero 3 e 4 pesano troppo per poter anche solo pensare di stare sotto i 250 grammi, cercando quindi di colonizzare il mercato ancora vergine dei droni leggeri che non richiedono la registrazione alla FAA, l’ENAC americana, e che il mercato chiede a gran voce. Anche sul versante software è dura dire qualcosa di nuovo, visto quanto sono ormai maturi i meccanismi di volo automatico offerti dai competitor, che dopo aver coperto tutte le esigenze di chi fa selfie aerei hanno accumulato un’enorme patrimonio di esperienza e già volano verso la fase due, il volo automatico consapevole, con evitamento degli ostacoli.

Quindi cosa resta a GoPro, se davvero ha scelto la strada di usare Karma come treppiede volante per le GoPro Hero 3 e 4? Forse solo il valore di un marchio che non brilla più come un tempo. Basterà?

2191 visite


Share.
Commenta:

Segui DronEzine sui social: