Presto sistemi anti drone anche in Lettonia

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I droni impertinenti potrebbero cominciare ad avere vita dura anche in piccoli paesi dei quali raramente si sente parlare. Nella tranquilla repubblica baltica della Lettonia, ad esempio, sembra che la polizia di stato punterà presto il dito contro di loro, dal momento che recenti report sulla sicurezza – nonostante le solite critiche sull’affidabilità di questo genere di analisi – hanno evidenziato nell’ultimo anno l’aumento di casi di collisione o quasi tra aerei e droni che, se gli studi fossero inattaccabili, evidentemente volavano dove non avrebbero dovuto.

Per questo il Ministro dell’Interno lettone ha richiesto, la scorsa settimana, un’incontro con la Commissione Nazionale Difesa, Affari Interni e Prevenzione Corruzione per discutere l’introduzione di sistemi anti droni nel paese. Allo stesso tempo, ha avviato anche un dialogo con alcune compagnie specializzate in tecnologie dronistiche per sviluppare sistemi anti droni. Attualmente allo studio ci sono soluzioni che riguardano l’uso di reti per intrappolare i droni non autorizzati, utilizzate da altri droni (controllati dalle forze dell’ordine) o sparate da terra con un bazooka (come nel caso di SkyWall, presentato dalla OpenWorks Engineering).

Abbiamo già affrontato la questione del rischio effettivo che i droni comportano per gli aerei, molto sopravvalutato, ma certo è che l’atteggiamento quasi isterico dei media riguardo questo argomento alimenta le psicosi dell’opinione pubblica e di conseguenza la crescita di un mercato, quello dei sistemi anti droni, che cresce a ritmo serrato e presto arriverà a diventare un business miliardario.

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