Simon Roy Reeve paga per tutti: condannato il neozelandese che volò con il drone sull’incendio

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Applaude il sindacato dei piloti della Nuova Zelanda, che rilancia: “I droni sopra un certo peso devono seguire le stesse regole degli aeroplani ed essere registrati come aerei”. E mano pesante del giudice Gary MacAskill della corte di Christchurch, in Nuova Zelanda, che ha ritenuto Simon Roy Reeve colpevole di aver messo a rischio gli elicotteri antincendio volando con il suo drone su un rogo boschivo nell’isola.

“I piloti dei droni, non importa quanto piccoli, devono pienamente comprendere le loro responsabilità e conoscere le regole” dice la Corte. La causa, promossa dalla CAA, l’ENAC australiana, prevedeva tre capi di imputazione, per i quali Reeve è stato ritenuto colpevole: uno per aver causato un rischio non necessario ai piloti degli elicotteri, e due per aver volato in un’area ristretta senza le dovute autorizzazioni.

Nelle motivazioni della sentenza, la corte ha specificato che Roy non aveva alcuna ragione per fare quel volo, se non il suo privato interesse a filmare ed eventualmente vendere ai media le riprese. Ragioni che non giustificano in alcun modo il rischio che ha fatto correre agli elicotteri. Reeve ha ammesso di essersi allontanato con il drone per oltre 1700 piedi (poco più di 500 metri) senza tuttavia mai mettere a rischio il link radio con il suo drone.

La condanna è attesa per Luglio, e Reeve rischia fino a 12 anni di carcere o 10 mila dollari australiani di multa, circa 6 mial euro. Mica male per un volo certamente incauto ma che non ha creato alcun danno.

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