Droni: Non è solo filantropia se UPS investe 800 mila dollari nei SAPR umanitari di Zipline

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Il gigante della logistica mette sul piatto una fiche da 800 mila dollari per aiutare Zipline, la startup americana che intende collegare 21 ospedali in Ruanda con i droni per trasportare sangue, vaccini e medicinali urgenti, in quella che può diventare presto la più grande flotta al mondo di droni da trasporto operativa del mondo, con oltre venti macchine in volo 24 ore su 24 ogni volta che un ospedale chiama.

446a5081 Non è difficile immaginare che il motivo del finanziamento non è solo umanitario: l’Africa sta diventando un immenso laboratorio dove testare le possibilità dei droni civili, grazie al fatto che i regolamenti o non esistono o sono molto più elastici e permissivi di quelli che tengono a terra i droni negli spazi aerei americani ed europei.

I droni di Zipline sono ala fissa per poter volare veloci, molto più di un multicottero, raggiungere un’autonomia alta e quindi un vasto raggio d’azione. Il carico viene semplicemente paracadutato per evitare la necessità di atterrare e soprattutto decollare di nuovo, cosa che da una parte semplifica la logistica (non sono necessarie né le piste né le catapulte per ripartire) ma il paracadute non è uno strumento di precisione, va benissimo per centrare il cortile di un ospedale ma non è molto pratico per un eventuale futuro delivery in ambiente urbano, che – va da sé- è quello che interessa a UPS.

I droni Zipline possono fare fino a 150 consegne al giorno, volando in un’ampia gamma di condizioni atmosferiche e nn solo con il bel tempo. Sono totalmente automatici, quindi non richiedono addestramento di personale e secondo Zipline i costi sono paragonabili alle consegne con un pony express.

L’Africa comincia a perdere la pazienza con i droni

UPS e Zipline devono però sbrigarsi a dimostrare l’utilità effettiva, sul campo, dei loro droni: anche le nazioni africane cominciano ad essere preoccupate del fatto che in troppi usano il loro spazio aereo per fare esperimenti che sarebbero illegali nel resto del mondo. le danze le apre la Nigeria, la cui Authority aeronautica, la NCAA (omologa della nostra ENAC) ha annunciato a breve linee guida per l’uso dei droni ricreativi e professionali nei cieli nigeriani, con pesanti sanzioni per chi vola senza rispettarle o senza le necessarie autorizzazioni.

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