Non c’è pace per Piaggio: precipita in mare il drone Hammerhead

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L’ALTRO IERI  avevamo titolato “Il drone Hammerhead salverà o affonderà Piaggio Aerospace?” Per il momento ad affondare è il gigantesco drone da sei tonnellate, derivato dal bitutboelica d’affari P180 Avanti, il cui prototipo poco dopo mezzogiorno è precipitato in mare dopo pochi minutI dal decollo all’aeroporto di Trapani Birgi, inabissandosi 5 miglia a nord dell’isola di Levanzo.

Per fortuna, essendo appunto un drone, quindi senza piloti a bordo, nessuno si è fatto male, ma l’incidente rischia di diventare una tragedia per l’inguiaiatissima Piaggio Aerospace, che contava proprio sul drone (ordinato in tre esemplari dall’Aeronautica Militare e altri 8 dagli Emirati, che tra l’altro posseggono il 98% dell’azienda ex italiana) per uscire da una spaventosa crisi di liquidità, dovuta anche ai ritardi nei pagamenti della Pubblica Amministrazione dal momento che Piaggio è uno dei più importanti manutentori dei motori dei nostri aerei militari.

Piaggio, in gravissima crisi dopo la mancanza di ricapitalizzazione dei proprietari arabi, non riesce nemmeno a far partire la trattativa con il Ministero dello Sviluppo economico per il rinnovo della cassa integrazione,  l’apertura del tavolo continua a slittare, rendendo fosco il futuro dei quasi 1300 dipendenti italiani.

Apprendiamo da fonti giornalistiche che l’Hammerhead precipitato era anche l’unico esemplare abilitato al volo, cosa che inevitabilmente ritarderà le consegne dei droni già ordinati, che avrebbero dovuto cominciare già nel 2015. Sempre che naturalmente non venga fuori che l’incidente è dovuto a qualche serio problema del progetto, nel qual caso sarebbero davvero guai grossissimi. E la pazienza degli emiri, proprio come quella dei lavoratori, sembra essere agli sgoccioli.

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