Il drone Hammerhead salverà o affonderà Piaggio Aerospace?

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Piaggio Aerospace da mezzo secolo non c’entra più nulla con la Piaggio che fa la Vespa, dal 1964 le due aziende si sono separate e ognuno ha fatto la sua strada. E oggi è in pieno nella crisi più nera della sua storia secolare, in una crisi di liquidità che mette seriamente a rischio il futuro dei suoi milletrecento operai a Savona.

DSC_0236-AD-2Tra le più importanti aziende aerospaziali italiane, anche e da tempo controllata da un fondo del Dubai, Mubadala, ha nei droni militari il suo progetto più ambizioso: il P.1HH HammerHead (Pesce Martello), grosso drone militare derivato dal biturboelica d’affari Piaggio P180 Avanti, uno dei pochissimi aerei executive turboelica di successo al mondo. Il drone Piaggio è una macchina da sei tonnellate in grado di volare a una quota di 13.700 metri con una permanenza in volo di oltre 16 ore. Il progetto è concepito per svolgere missioni di pattugliamento, missioni ISR (Intelligence Surveillance Reconnaissance), e per rispondere alle diverse minacce che spaziano dagli attacchi terroristici all’immigrazione illegale, alla protezione delle zone economiche esclusive e siti critici. Le apparecchiature montate sul drone lo rendono idoneo per la sorveglianza dei confini ed di ampi spazi, ma anche per l’individuazione di specifici obiettivi, per il monitoraggio di zone disastrate da catastrofi e il monitoraggio ambientale.

Il drone che potrebbe rilanciare Piaggio
Piaggio_P.1HH_Hammerhead_mock-up_PAS_2013_02
insomma un gioiello, ma lo sviluppo del drone ha dissanguato la Piaggio, che si ritrova con le casse vuote e posti di lavoro a rischio, mentre gli ordini non sono un granché: finora l’Aeronautica Militare ne ha ordinati 3 più altri 3 in opzione, anche se gli Emirati, che appunto possiedono il 98% della Piaggio Aerospace hanno fatto la loro parte, ordinandone 8 esemplari. Troppo poco per immettere denaro fresco nelle casse, liquidi di cui Piaggio ha disperatamente bisogno, e troppo poco è anche l’impegno del Governo, finora limitato alle parole del ministro Pinotti: “Come Ministero della Difesa a sostegno di Piaggio stiamo portando avanti il progetto del drone, il P1HH che rappresenta una grande potenzialità industriale e stiamo seguendo da vicino l’evoluzione di questo prototipo”. Belle parole, ma di soldi nemmeno l’ombra, e anche l’ordine dell’Aeronautica sembra davvero troppo esiguo per invogliare qualche investitore a scommettere sul MALE (Medium Altitude, Long Endurance) italiano

L'amministratore delegato di Finmeccanica, Mauro Moretti, partecipa alle celebrazioni dei 150 anni delle Officine Galileo a Campi Bisenzio (Firenze), 26 ottobre 2014. ANSA/MAURIZIO DEGL'INNOCENTI

L’amministratore delegato di Finmeccanica, Mauro Moretti
(foto Ansa)/Maurizio Degl’Innnocenti)

Moretti: Piaggio? No, grazie!

Anche Finmeccanica, partner dell’Hammerhead che in molti vedevano come l’ultimo salvagente possibile (anche per riportare in Italia la proprietà dell’azienda) per bocca dell’A.D. Moretti ha detto secco secco che non ci pensa nemmeno; “Piaggio Aerospace e’ un problema molto, molto, molto delicato. Noi non siamo interessati a rilevare l’azienda“, pur confermando l’interesse per l’aereo robot. Uno spiraglio dunque resta aperto.

Il problema è che l’Hammerhead più che salvare Piaggio la sta affondando. Gli stessi soci emiratini, spaventati dai costi di sviluppo e dal futuro incerto del drone, per ben tre volte hanno bocciato il piano industriale, che al momento è fumoso: “un piano in corso in revisione” dice l’azienda savonese, “che verrà diffuso appena sarà possibile comunicare un percorso chiaro e definito”. Nessuna idea all’orizzonte, niente soldi, né il governo italiano né i proprietari arabi (il cui interesse nell’Hammerhead pare scemato da che hanno ottenuto i Predator americani) sembrano pronti a tirare fuori una centesimo e ricapitalizzare Piaggio. Intanto senza soldi il programma Hammerhead non può proseguire, e quindi anche le 11 macchine già ordinate non potranno essere consegnate, o lo saranno chissà quando. Anche se otto droni per gliarabi e tre per l’Aeronautica per una realtà delle dimensioni di Piaggio potrebbe davvero afre la differenza tra un futuro tranquillo e un presente incerto.

Che ne sarà di un’azienda che ha fatto la storia dell’aeronautica italiana, di un drone che il mondo ci invidia, e soprattutto delle famiglie dei 1260 lavoratori savonesi?

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