I droni e l’agricoltura chirurgica

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PARLIAMONEI farmer americani non possono più aspettare i comodi della FAA, l’authority aeronautica, e cominciano a sperimentare massicciamente i droni agricoli, che sono già una realtà consolidata in Brasile e in Giappone. Con un escamotage: fanno finta che siano aeromodelli. E la FAA fa finta di crederci

“Il mio drone per la FAA è un aeromodello” dice a Fox News  Robert Blair (nella foto), un contadino dell’Idaho. “Perché lo faccio volare al massimo a 400 piedi di quota, su un area disabitata, cioè il mio campo, e nessuno è pagato per questo volo. I vantaggi dei droni in agricoltura sono giganteschi, ci danno preziose informazioni per prendere decisioni migliori. E stiamo appena cominciando a grattare la superficie di queste applicazioni”.

Secondo gli esperti, l’agricoltura è il campo di applicazione più promettente per i droni civili. In America lo pensano soprattutto per le grandi estensioni dei granai del mondo, come appunto l’Idaho, ma secondo Paolo Marchesini, presidente di Assosementi, i droni sarebbero ancora più preziosi da noi, dove i campi sono piccoli, spesso in terreni complicati per via della geografia del nostro Paese, e per ottimizzare la resa dei raccolti occorre una agricoltura di precisione, che faccia arrivare farmaci, acqua e fertilizzante esattamente alle piante che ne hanno bisogno, quando ne hanno bisogno e nella esatta quantità che serve loro per crescere bene.

I droni sorvolano i campi per controllare la maturazione del raccolto e dire al contadino se ci sono piante in sofferenza che richiedono il suo intervento. Tengono lontani gli uccelli, impollinano le piante, seminano e si pensa già a droni specializzati che possano raccogliere i frutti.

“Non è una tecnologia che può rivoluzionare l’agricoltura” dicono i farmer americani “ma risparmia all’ambiente pesticidi e fertilizzante inutili, Fa risparmiare soldi, acqua, carburante. Migliora drammaticamente la qualità del raccolto e garantisce la salute delle piante e quindi del consumatore”.

L’Università dell’Oregon ha varato un progetto per monitorare con i droni i campi di patate contro un temibile parassita, quella della Florida li usa per tenere sotto controllo una temibile batterio, chiamato “Green Citrus”, che uccide gli aranceti. Vicino al confine con il Canada, nei rigidi inverni del Nord, i droni con telecamere all’infrarosso sorvolano i campi gelati per vedere come stanno le piante sotto la neve. In California i droni spruzzano insetticidi sulle vigne e sulle orchidee.

E c’è anche chi i droni li usa per vedere che i contadini non violino le leggi: gli attivisti del PETA sorvolano le fattorie per verificare che non ci siano maltrattamenti nel bestiame. Finora l’unico uso dei droni che non solleva l’incondizionato entusiasmo di tutti i farmer.

 

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