Droni, le tariffe ENAC non sono tasse

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Di Francesco Paolo Ballirano, avvocato esperto in diritto aeronautico e membro del Comitato Scientifico di DronEzine

L’inquadramento giuridico delle tariffe ENAC assume importanti conseguenze pratiche. Basti pensare che dalla natura di tributo, piuttosto che di corrispettivo, ne derivano, tra l’altro, regole differenti per riguarda l’accertamento, la liquidazione, la riscossione dei proventi, le sanzioni, i termini di decadenza e di prescrizione ed il trattamento fiscale.

Nonostante che l’ENAC sia un ente pubblico non economico sottoposto alla direzione e vigilanza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è comunque dotato di autonomia regolamentare, organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile e finanziaria. In relazione alla natura giuridica delle fatture emesse è necessario premettere che il computo delle tariffe richieste da Enac ai vari operatori è effettuato alla luce del Regolamento delle Tariffe, la cui ultima edizione risale al 2013 e che è stato approvato, al tempo, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il Regolamento Tariffe a tal proposito parla di “diritti” da corrispondere ad ENAC. Sul punto dunque è utile richiamare, seppur brevemente, alcuni principi di base sulla natura di tali tariffe, ed in particolare se queste debbano essere viste come veri e propri corrispettivi per servizi erogati o tributi.

Imposte, tasse, corrispettivi

Per far ciò occorre anzitutto prendere in considerazione le varie classificazioni introdotte dalla dottrina. Quella maggiormente accreditata si fonda sulla distinzione tra tributi e corrispettivi. I tributi si riferiscono a servizi pubblici prestati dallo Stato o da enti pubblici che vengono imposti alla collettività e che quindi sono servizi irrinunciabili. Tra i tributi interessa qui ricordare le imposte e le tasse. Le imposte riguardano servizi pubblici indivisibili, usufruibili dalla collettività. Esse non hanno alcun rapporto di corrispettività con il costo del servizio, dipendendo solamente dalla capacità contributiva del fruitore. Le tasse, per converso, concernono servizi pubblici divisibili, usufruibili dai singoli cittadini. Esse presentano un rapporto di correlatività, con il costo del servizio.
I corrispettivi, invece, nascono da un rapporto contrattuale che si instaura tra l’utente ed il prestatore che può essere un privato, ma anche lo Stato o un ente pubblico. Ciò che conta, infatti, non è la natura del fornitore (o quella del servizio), bensì il rapporto sottostante. I corrispettivi, a loro volta, si ripartiscono in tariffe ed in prezzi.

Le Tariffe: applicazione interessi di mora e fatturazione

Nel caso delle tariffe, la necessità di fare in modo che il corrispettivo risponda all’interesse pubblico (che trascende fattori strettamente economici) porta alla fissazione (o alla approvazione) dello stesso da parte della pubblica autorità. Quanto invece ai prezzi, essi sono frutto di una logica di mercato.
In sostanza, le tariffe sono corrisposte da chi fruisce di un servizio pubblico (quale quello posto in essere da ENAC), ma non hanno la natura di tassa (non hanno natura fiscale, anche se riscosse con mezzi fiscali). E questo sembrerebbe il caso delle tariffe fatturate da ENAC, che rappresentano corrispettivi per servizi di controllo ossia attività di verifica che, sebbene siano state rese da un ente pubblico, sono state effettuate dietro richiesta di privati per prestazioni che non sono inderogabili e pertanto tali da poter essere soggette a fatturazione. (cfr. Cassazione civile Sez. Un., 7 dicembre 2007, n. 25551) e per le quali sembra sussistere la giurisdizione del giudice ordinario. Da ciò ne discende, infine, anche l’applicazione per tali fatture degli interessi di mora di cui al D.lgs. n. 231/2002.

Mancato pagamento

Da ultimo, vale la pensa segnalare che l’art. 4 del Regolamento Tariffe dispone che il pagamento delle fatture emesse dall’ENAC deve essere effettuato entro sessanta giorni dal ricevimento delle stesse e che decorsi ulteriori trenta giorni senza che la fattura sia stata pagata sarà dato inizio alla procedura di recupero crediti tramite ufficio legale ferma comunque la facoltà dell’ENAC di rifiutare il rilascio delle certificazioni, approvazioni, autorizzazioni o degli altri documenti richiesti ovvero non effettuarne la convalida o dichiararne la decadenza per morosità. Anche in questo caso, tuttavia, è utile specificare che avverso le procedure di recupero del credito avviate dall’ENAC, ci si può opporre davanti all’autorità giudiziaria per tutelare i propri diritti.

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