Nuovi Minidrones, Parrot si diverte

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Il 13 settembre Parrot ha presentato a Milano due nuovi nati nella famiglia Minidrones: il Mambo e lo Swing. Una evoluzione notevole nell’offerta di droni giocattolo della multinazionale francese, con diverse buone idee che rendono ancora più intriganti i giocattoli volanti. Purtroppo, ed è l’unico grande difetto che troviamo ai minidrones, continua a mancare una telecamera decente per fare riprese video,  lo Swing ha una camera ma fa solo fotografie, mentre il Mambo una camera ce l’avrebbe anche ma punta dritta verso il basso e serve più che altro al drone per  tenere ferma in aria la macchina. Peccato davvero, perché la stabilità  nel volo è semplicemente impeccabile, verrebbero delle riprese interessanti anche se magari a bassa risoluzione. Ma non del pavimento, però!
La stabilità è come dicevamo sbalorditiva, e il trucco c’è: per una macchina così piccola (18 cm per 63 grammi il Mambo, circa 30×15 cm e 75 grammi lo Swing) la dotazione di sensori è completissima, oltre alla camera verticale che tiene fermo il drone per quanto riguarda gli spostamenti laterali, un barometro e un sonar a ultrasuoni si occupano di mantenere fissa la quota, il tutto condito da una piattaforma inerziale, accelerometri e giroscopi. Il risultato è un piccolo drone praticamente piantato nel cielo con un chiodo. Manca giusto il GPS, ma non avrebbe granché senso in un giocattolo pensato per volare per lo più in casa.

Come sempre i Parrot si controllano con il cellulare, ma finalmente arriva anche una radio a stick (evviva) piccola ma di buona qualità, che si chiama FlyPad e ha anche il supporto per tenere il cellulare che a questo punto serve più che altro da monitor. Con il flyboard la portata arriva a 60 metri, senza al massimo venti. Il flypad è compreso nella confezione dello Swing e si acquista a parte per il Mambo. D’altronde il Mambo si pilota bene anche con il telefonino (anche se gli stick a nostro parere sono molto meglio) mentre non si riesce proprio a usare lo Swing a ditate. anche perché è veloce e uscirebbe immediatamente dai 20 metri di poratta del telefonino.
Del FlyPad c’è piaciuto soprattutto il fatto che tutte le funzioni sono liberamente assegnabili, così uno può volare nel mode che preferisce. Anche se sono macchine talmente stabili che non mi sono neppure preso la briga di cambiare mode: io da aeromodellista antico volo in mode 1 (gas a destra), alla presentazione le macchine erano in mode 2 (gas a sinistra) ma son riuscito lo stesso a non fare figure miserabili, anzi, da vero barone rosso son riuscito a passare nel tunnel della morte con lo swing, persino con i comandi a specchio e il mode (per me) sbagliato. Mi son sentito davvero un mito, ma il merito era più dei sensori che mio. Decolli e atterraggi sono del tutto automatici, e devo ammettere molto precisi. Volendo per decollare basta lanciare per aria il minidrone, non c’è nemmeno bisogno di partire dal pavimento (o dal tavolo promosso per l’occasione ad eliporto).

Mambo, manine e cannone (a molla)
Il Mambo è in pratica una piattaforma volante per fare marachelle, decisamente un giocattolo che piacerebbe a Gian Burrasca. Su un connettore elettronico simile a un mattoncino di Lego si installa il payload (ehm) che troviamo nella confezione, e magari in futuro anche diabolici arnesi di terze parti, chissà. In particolare, troviamo manine che si aprono e si chiudono e un cannoncino. Le manine servono a portare per aria piccoli oggetti, ma naturalmente il vero godimento è sganciarli sulla testa di qualcuno, tentazione alla quale i giornalisti presenti al pomeriggio milanese non hanno saputo resistere. Tanto più di pochi grammi non possono portare. E il movimento è radiocomandato, quindi via, dal cielo piovono calzini, palline da ping pong (uhm difficili da afferrare) penne, caramelle eccetera eccetera. Se uno è davvero bravo, può anche provare ad afferrare qualcosa con il drone in volo, ma questo è un gioco da top gun.
E a proposito di gun, nella confezione c’è anche un cannoncino a molla per sparare dal cielo palline di plastica del tutto inoffensive. So che lo sono perché Parrot non deve aver digerito qualche recensione non proprio positivissima in passato, e il dispettoso pilota francese mi ha bersagliato a dovere: anche se finiscono in un occhio non ce ne si accorge neppure, almeno, io me ne sono accorto a malapena. L’idea è quella di fare tiro a segno, ok, ma il tiro al Masali è decisamente più divertente.
Come è lecito aspettarsi da giocattoli, ci sono sul Flypad i pulsanti per fare acrobazie automatiche in tutte le direzioni: si schiaccia il bottone, il drone prende un poco di quota (non si sa mai) e via un bel looping. Insomma bello come lo può fare un quadricottero, a me sembrano sempre dei pastrocchi più che delle manovre, ma ci si diverte.

Swing, un po’ aereo e un po’ quadricottero
Di tutt’altra pasta è lo Swing, un drone divertente dalla doppia natura: architetturalmente è un quadricottero, ma i bracci delle eliche sono molto lunghi e dotati di ali di polistirolo, così può volare sia come quadricottero sia come ala fissa. Il risultato estetico onestamente non è granché, pare un pipistrello particolarmente sgraziato, ma il divertimento è assicurato. Con un grilletto del flypad si passa attraverso tre posizioni: quadricottero (naso in su) aereo (naso parallelo al terreno e si vola solo per la portanza delle ali) robo-di-mezzo (naso a 45 gradi) in cui si vola praticamente come un aereo acrobatico da 3D appeso all’elica, una sensazione particolare, una via di mezzo tra aereo ed elicottero. Man mano che il naso si abbassa aumenta la velocità, che (come del resto per il Mambo) può essere limitata via software, ma fino a un certo punto, visto che un aereo ad ala fissa più lento di tanto non piò andare. Nello spazio chiuso del locale milanese c’era un serio rischio che passando da quadricottero ad aeroplano il drone finisse con lo sverniciare il muro, anche perché a tutta birra lo Swing arriva a 30 km/h, davvero un bell’andare. Ma per fortuna il grilletto fa anche da panic button e con un solo clic si torna di colpo da aereo a quadricottero, cn il risultato di frenare di botto in aria. Una sensazione stranissima, un aereo con i freni non l’avevo mai pilotato. Divertentissimo.
Anche lo Swing può fare acrobazie in modo aeroplano, ma quelle vere, con gli stick, non quei numeri da circo che fanno i multicotteri, quindi bisogna saperci fare almeno un pochino.
Certo lo Swing all’aperto deve essere ancora più divertente, ma ancora non l’abbiamo potuto provare outdoor. Lo faremo certamente, perché ci è restata una curiosità: come se la caverà con il vento un drone così leggero e con quel popò di vele tra i bracci?
Lo scopriremo presto e ve lo racconteremo la prossima volta.

Prezzi:
Mambo 119,90 euro (più 39,90 per il FlyPad, opzionale, manine e cannoncino compresi)
Swing 139,90 euro (FlyPad compreso)

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