Scienziati usano droni per contare i trichechi senza disturbarli

Se sul piano politico le tensioni tra Usa e Russia sono tornate altissime, i loro effetti – almeno per il momento – non sembrano influire sul fronte scientifico, dove i ricercatori provenienti da entrambe le nazioni addirittura collaborano in diversi progetti. Uno di questi è la conta della popolazione dei trichechi nella zona dello stretto di Bering, un’operazione che, come abbiamo visto nei casi di altri animali (qui trovate l’articolo sui droni della Royal Navy usati per censire la popolazione di pinguini nelle isole antartiche), rispetto al passato viene svolta con metodi meno invasivi.

E uno di questi riguarda proprio i droni, strumenti ideali per poter svolgere indagini a distanza di sicurezza per quanto riguarda il disturbo arrecato ai trichechi. Tony Fischbach, biologo per l’ U.S. Geological Survey Alaska Science Center, ha collaborato in numerose occasioni con dei colleghi russi dall’altra parte dello stretto di Bering. Nel corso del monitoraggio, non solo sono riusciti a controllare facilmente con i droni ben 5 siti dove erano presenti colonie di trichechi, ma in aree isolate e con pochi esemplari di questi mammiferi hanno anche potuto testare a quale altezza i droni davano meno fastidio agli animali, non causandone la fuga, una conseguenza che a quanto pare veniva innescata solo quando il drone volava a meno di 50 metri di altezza.

Per sicurezza, Fishbach ha stabilito col suo team di raddoppiare questo valore e tenersi ad un’altezza di circa 100 metri, evitando anche il minimo disturbo, potendo contare sul fatto che i dati raccolti dai droni si sono mantenuti allo stesso livello di precisione. Ed è proprio questo uno dei vantaggi offerti da questa tecnologia, che offre risultati molto accurati e risulta al contempo meno costosa e più versatile rispetto ai sistemi di indagine tradizionale, come ad esempio il sorvolo da parte di piccoli aeroplani con pilota.

Nel tessere le lodi dei droni usati per monitorare le colonie di trichechi Fischbach è molto chiaro “È molto, molto più sicuro, non solo per gli esseri umani, ma anche per i trichechi. La cosa migliore per noi è che puoi raccogliere più informazioni. Quando il tempo ci dà tregua e smette di piovere, possiamo uscire dalle nostre tende, far decollare questo oggetto, effettuare l’indagine e farlo nella massima sicurezza. E i dati sono anche migliori”.

E in effetti utilizzando i droni il suo team è riuscito a compiere 26 attività di conteggio dei trichechi nell’arco di circa 2 anni, contro i pochi conteggi annuali portati a termine in precedenza basandosi su metodi tradizionali limitati da costi, maltempo e sfide stagionali.

Insomma il sistema di conteggio a mezzo droni sarebbe più agile, più economico e persino più accurato. Ma allo stesso tempo Fischbach guarda già al prossimo futuro, auspicando che le stesse operazioni e con lo stesso grado di precisione possano essere svolte direttamente mediante i satelliti.

Categorie News