Rolls Royce sogna navi da carico robot

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PARLIAMONERolls Royce PLC, l’industria britannica che non fa automobili di lusso ma motori nucleari per navi e jet per aeroplani, vara un progetto a lungo termine per automatizzare entro dieci anni le grandi navi da trasporto. 

Una flotta di navi robot Rolls Royce

Una flotta di navi robot Rolls Royce

“L’idea di fare navi controllate da terra non è nuova, gira da decenni. Ma finalmente ora c’è la tecnologia per realizzarla” ha detto al Financiat Times Oskar Levander, il capo della divisione Marine innovation engineering di Rolls-Royce. E se l’ipotesi si vedere flotte di navi robot solcare gli oceani richiederà verosimilmente decenni, secondo Rolls Royce navi robot che facciano piccolo cabotaggio sono molto più vicine.
Anche se mancano le leggi che possano consentirne le operazioni. Il problema, secondo Levander, è che i trattati internazionali che regolano la navigazione sono complicati e possono volerci decenni prima che siano rinegoziati. E senza regole, il business delle navi robot è poco appetibile: “Non vorrei farla semplice” dice Levander, “ma il fatto è che possiamo risolvere i problemi tecnologici molto più in fretta di quelli legali. Ma non ha senso sviluppare navi robot comandate da terra se non c’è un mercato dove venderle”. Una mano a svecchiare le regole nautiche potrebbe venire dallo sviluppo dei droni volanti: “Nuove regole appaiono in tutte le altre industrie, è logico che appariranno anche in quella marittima” ha detto il dirigente. Un entusiasmo, riporta il Financial Times, che non contagia del tutto un’industria antica come quella del trasporto per mare. “Non mi piace granché e penso che sia una strada molto lunga”, protesta Peter Hinchliffe, segretario generale dell’International Chamber of Shipping.

Tra i vantaggi, oltre al fatto di non dover pagare il personale di bordo, c’è il fatto che un vascello senza equipaggio potrebbe essere più leggero e capiente, visto che i progettisti non dovrebbero tener conto degli spazi per le persone e i relativi servizi di bordo. Più interessata è la Commissione europea, che sta finanziando uno studio indipendente per saggiare la fattibilità di far navigare navi convenzionali ma senza equipaggio in mare aperto. Si chiama progetto Munin, e prevede che la nave sia guidata da terra mentre è in alto mare, e l’equipaggio salga a bordo solo quando sta per entrare in porto. 

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