Dramma GoPro senza fine: annunciati epurazione e ridimensionamento societario

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Dopo aver richiamato i modelli di drone Karma venduti in America, GoPro sembrava (e sperava) di aver toccato il punto più basso delle sue strategie imprenditoriali. E invece pare proprio che il peggio non sia ancora passato per l’azienda californiana, dal momento che il fallimento del Karma e le continue cadute e ricadute del titolo societario in borsa, stanno lasciando inevitabili strascichi.

Tra questi, l’annuncio di mercoledì scorso secondo cui l’azienda opererà una forte ristrutturazione societaria, che comporterà il taglio del 15% dei suoi dipendenti. Probabilmente i provvedimenti riguarderanno la chiusura della divisione “entertainment”, la riduzione degli spazi degli uffici, il taglio di oltre 200 impiegati e un totale stop alle assunzioni. I cambiamenti riguarderanno anche le alte sfere, dal momento che Tony Bates, presidente GoPro legato all’azienda dal 2014, dovrebbe lasciare entro la fine dell’anno. La ghigliottina cala senza pietà sull’azienda che, oltre a dover affrontare sempre nuovi competitor nel comparto video, ha commesso l’errore di volersi rilanciare sferrando l’attacco al settore droni, dimostrando di non possedere le necessarie competenze e dandosi definitivamente la zappa sui piedi.

fallimento-gopro-non-e-solo-colpa-del-karmaSe però la notizia dell’epurazione e del ridimensionamento miete vittime e genera malcontento tra i lavoratori, sembra invece essere stata apprezzata dagli investitori, che nel giorno dell’annuncio hanno premiato il provvedimento portando al titolo un piccolo rialzo, forse perché rappresenta l’unico indizio, dopo tanto tempo passato a chiacchierare e basta, che l’azienda adesso vuole tornare a fare sul serio.

Crollo GoPro: tutta colpa del Karma?

È inevitabile, per noi come pure per quasi tutti i lettori che ci seguono, attribuire al Karma la colpa del crollo di GoPro. Eppure, a guardar bene, sarebbe in parte scegliere un capro espiatorio, perché il drone non sembra essere l’unica strategia errata scelta dall’azienda. Un altro tentativo rivelatosi un fiasco è stata l’idea di diventare una media company, puntando sui contenuti originali prodotti in casa e su quelli inviati dai tanti utilizzatori delle sue action cam sparsi per il mondo. Per questo negli ultimi tempi erano state assunte risorse provenienti da importanti brand media come HBO ed MTV, ma l’annunciata chiusura della divisione entertainment suona come la prova schiacciante dell’ennesimo tragico errore.

Trascurare il core business delle action cam per cercare di invadere nuovi mercati si è rivelato un vero e proprio harakiri, dal quale GoPro assicura di avere tutte le intenzioni di riprendersi in fretta. Eppure il dubbio se l’azienda abbia imparato dai suoi errori resta, al punto che anche noi ci domandiamo se meriti una seconda opportunità in caso ci riprovi anche col Karma. Probabilmente sarebbe più saggio tornare a concentrarsi solo su quello che in California sanno fare meglio, e cioè le videocamere, visto anche che da quel punto di vista la fiducia dei consumatori pare non essere stata minimamente intaccata dall’annus horribilis di GoPro. Secondo l’azienda, infatti, i giorni di mega offerte appena passati (Black Friday e Cyber Monday) hanno segnato un incremento di almeno il 30% delle vendita delle videocamere su base annua.

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