Un drone per impollinare i fiori

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Drone in inglese significa “fuco”, il maschio dell’ape. E quindi perché non usare piccoli quadricotteri come se fossero api robot,  per impollinare i fiori, combattendo in un modo alquanto inquietante il triste fenomeno degli alveari vuoti? La proposta piuttosto agghiacciante viene dalla Polonia.

Si chiama B-Droid ed è un piccolo quadricottero con un arnese speciale sul naso per impollinare i fiori. Anzi più di uno, visto che – assicurano i progettisti – per ogni fiore ci vuole il suo naso impollinatore. I progettisti, un team di ricercatori polacchi, assicurano che in futuro potrebbe diventare l’arma finale per rispondere al declino delle popolazioni di api, che sono tra le principali impollinatrici.

La ricerca, portata avanti dal Politecnico di Varsavia e dal locale centro Nazionale delle Ricerche e Sviluppo, da un alto disegna un futuro da fantascienza apocalittica, con le api sostituite da altrettanto ronzanti robot. Ma dall’altro non ci sembra particolarmente avanzato, visto che il drone va pilotato a mano cercando di centrare una corolla dopo l’altra. Piuttosto inefficiente, pensare di sostituire ogni singola ape con un pilota umano. E oltretutto, il drone non è nemmeno capace di fare il miele.

 

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