Ci mancava giusto il drone per spargere le ceneri dei defunti

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L’idea è dell’australiano Mark Fogarty, che si è inventato un drone per spargere le ceneri del caro estinto nei deserti, nei fiumi e nell’oceano del continente australe.

Fogarty è un pilota riconosciuto dalla CASA, l’Enac australiana, e il costo del servizio compresa la cerimonia funebre è tutto sommato economica, 500 dollari australiani che fanno più o meno 350 euro. L’idea gli è venuta, racconta, quando si trattava del funerale di suo padre, appassionato pescatore. Fogarty avrebbe voluto disperdere le sue ceneri in mare, ma temeva che la risacca le avrebbe spinte sulla spiaggia. Voleva dunque qualcosa per allontanarle oltre la barriera corallina, nell’oceano aperto, e cosa c’è di meglio di un drone?

La cosa tecnicamente non è difficile, ma legalmente è piuttosto complicata, tanto che a Fogarty è servito un anno per convincere la CASA a dargli la sospirata autorizzazione. Il drone è piuttosto grosso, arriva a 25 kg payload compreso (le ceneri di un corpo cremato pesano in media solo 2,4 kg). Il contenitore delle ceneri è biodegradabile, e al momento dell’apertura per la dispersione si possono aggiungere polveri colorate o petali di fiori per rendere più scenografiche le foto dell’estremo saluto.

Insomma, dall’Australia arriva una nuova interessante professione: quella del becchino volante. Allegria.

Foto per cortesia di Glenn Hampson

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