Amazon si diverte: brevettati sciami di droni che si uniscono per fare un multicottero gigantesco

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Amazon a chiacchiere è bravissima. Nei fatti non si vede assolutamente niente di niente, ma sono mesi che ci sta mettendo di buonumore con brevetti uno più folle dell’altro. Droni che si parlano, si raccontano com’è il tempo e dove si può atterrare, si appollaiano sui pali della luce per riposare e ricaricarsi, resistono a colpi di balestra e forse anche di proiettile,  decollano e atterrano da enormi dirigibili-magazzini volanti. E adesso si uniscono tra di loro a formare un drone modulare che può essere immenso. Insomma, se la scienza dell’aria si facesse a parole, saremmo già a consegnare pacchetti ai marziani.

amazon-collective-drone-01-1L’ultimo brevetto di Amazon ci pare scopiazzato pedissequamente dal Politecnico di Zurigo (a cui si riferisce la foto di apertura), ma questo non pare impensierire il gigante del retail online, che nei fatti fa poco o nulla (più nulla che poco a dire il vero) ma per il resto si brevetterebbe pure la carta igienica, se potesse essere portata con un drone senza mettere troppo alla berlina la privacy dell’utente.

L’ultimo “patent” deposto senza drone ma con un  normale corriere all’ufficio brevetti americano riguarda uno sciame di droni modulari che possono legarsi insieme per formare un unico gigantesco drone, verosimilmente la macchina volante meno efficiente mai concepita da mente umana, ma tant’è, per un brevetto va bene anche così, dovendo volare solo con la fantasia. Chissà se un domani Amazon sarà vista dai posteri come un Leonardo dei nostri tempi, una mente vertiginosamente fantasiosa che riempiva la carta di idee bislacche ma affascinanti, di macchine volanti tanto improbabili quanto geniali? Non lo sappiamo, di sicuro però Leonardi disegnava bene, Amazon avrebbe bisogno urgentemente di un corso per fumettisti se vuole competere con il nostro.

L’idea di base è che lo sciame, una volta unito, può essere gestito come un unico drone, mettendo in comune non solo le risorse necessarie al volo e alla navigazione, ma potendo anche essere identificato come macchina unica da parte dei futuri sistemi di gestione del traffico aereo, semplificando la vita ai controllori di volo del domani, che daranno in massima parte robot.

Brava Amazon, bella idea. Adesso me lo porti questo dannato pacchettino o no?

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