GDU lancia un drone con piattaforma aperta per partner e costruttori di sensori

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Nonostante lo strapotere di DJI nel settore droni si faccia sentire sempre più forte e molti produttori di droni abbiano sospeso le proprie attività o le abbiano semplicemente rimandate, come nel caso di GoPro con il drone Karma; alcune aziende tentano di combattere l’egemonia della casa asiatica, aprendo nuove prospettive di collaborazione.

Il monopolio, in qualsiasi settore esso sia, non porta mai il mercato a una posizione chiara e trasparente e spesso a farne le spese sono proprio i consumatori. Non non tifiamo certo contro DJI Innovation che nel corso di questi 10 anni ha portato il settore dei droni consumer e prosumer ad un livello molto alto, sia come affidabilità sia come soluzioni tecnologiche anche grazie all’uso intensivo dei sensori a bordi di queste macchine volanti e pilotaggio remoto.

Tuttavia come si diceva, auspichiamo che i concorrenti che hanno tuttora gettato la spugna, quali 3DR Robotics, tanto per citarne uno, possano ritrovare la forza, magari coalizzandosi, per rendere ancora più forte il cammino del potente gigante asiatico, ma a non farlo diventare l’unico offerente di droni.

Lodevole quindi l’apertura di GDU azienda leader nel settore dei sensori a infrarossi, di lanciarsi nel mercato degli UAV con il suo drone Byrd e sopratutto con la loro idea di piattaforma open.
I presupposti sono quelli di creare un network, il cui perno è costituito da un drone quadricottero con braccia ripieghevoli, gimbal e camera a 4K già inclusa  Questo gruppo di aziende, potrà sviluppare applicazioni hardware e software per il drone modulare Byrd.

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“GDU è l’unico produttore drone al mondo con una piattaforma altamente personalizzabile e modulare” – ha dichiarato Nicolia Wiles, direttore di GDU  – “Siamo stati i primi a sviluppare e rilasciare un drone pieghevole e ora siamo il primo e unico a sviluppare una piattaforma volante modulare.”

Magari entrambe le affermazioni non sono proprio vere, ma in ogni caso, aprire le porte anche a potenziali concorrenti per unire le forze e creare un fronte comune, offrendo sul mercato un oggetto che potrebbe avere grosse potenzialità è sicuramente un fatto degno di nota.

Il programma di collaborazione comprende tre opzioni:

  • GDU Mobile SDK: Usando il GDU Mobile SDK, i partner possono personalizzare l’applicazione per la linea di prodotti GDU Byrd, e condurre missioni di volo altamente specifiche per i diversi usi. GDU fornisce i files SDK completi per l’applicazione Byrd su entrambi i dispositivi mobili iOS e Android e il tool di sviluppo che include sia l’interfaccia video e il controllo della interfaccia decodificato.  Compreso inoltre il comando di controllo del gimbal, il comando di controllo del drone e il comando di controllo della fotocamera.
    Gli sviluppatori possono ottenere immagini e dati in base alle diverse necessità  e controllare il velivolo a pilotaggio remoto per missioni specifiche.
  • GDU Payload: GDU fornisce una vasta gamma di possibilità per soddisfare i requisiti di carico per le diverse applicazioni grazie alle discrete capacità di carico di Byrd.  Lo sviluppatore può creare qualsiasi payload  per svariati scenari applicativi.
  • GDU radiocomando: Usando il radiocomando GDU, i partner possono ampliare le altre funzioni dell’unità di controllo. GDU fornisce il programma di comunicazione sviluppando l’ambiente  fondamentale  per lo sviluppatore anche per creare altre funzioni dell’unità di controllo.Il drone

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Autonomia che parte dai 25 minuti per arrivare sino ai 29 minuti del modello più perfomante.  Distanza dai 500 metri ai 2 Km.
Navigazione per waypoint e Return to Home comprese in tutti i modelli, funzione Follow Me solo nei due superiori. App per il pilotaggio per Android e Ios
Il GDU Prodrone Byrd, viene proposto in tre versioni con un prezzo che parte da 949 euro per arrivare sino a 1399 euro.

Maggiori informazioni sul sito GDU

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