Il drone dell’emiro porterà la patente a domicilio

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Gli Emirati Arabi vorrebbero usare i droni per consegnare documenti ufficiali e pacchetti ai cittadini, nel quadro di uno sforzo di ammodernamento della buriocrazia del paese mediorientale. La proposta ci sembra fin troppo moderna, diremmo futurista, ma si sposa bene con la voglia di stupire della ricchissima monarchia, che ha già il grattacielo più alto del mondo, l’hotel più caro del globo e tanti petrodollari da investire in progetti hi tech che possono sembrare strampalati.

United Arab Emirates' Prime Minister and Ruler of Dubai Sheikh Mohammed bin Rashid al-Maktoum (L) and his son Dubai's Crown Prince Sheikh Hamdan bin Mohammed al-Maktoum watch an unmanned aerial drone during Virtual Future Exhibition, in Dubai February 9, 2014. REUTERS/Ahmed Jadallah“La UAE tenterà di usare i droni per distribuire i servizi del governo. E qquesrto è il primo progetto al mondo, nel suo genere” ha detto  Mohammed al-Gergawi, ministro dell’Interno, mostrando un prototipo del drone, un quadricottero da mezzo metro con i colori della bandiera dell’Emirato. Il progetto è stato sviluppato in loco dall’ingegner Abdulrahman Alserkal, che ha equipaggiato i drone-postino con sistemi di riconoscimento dell’iride e delle impronte digitali per essere sicuro che la raccomandata arrivi alla persona giusta. E anche che nessuno si freghi l’arnese insieme alla multa, alla cartella esattoriale o insomma alla missiva che il governo gli vuol recapitare. Il progetto sarà testato in Dubai per sei mesi, poi entro un anno servirà anche gli altri emirati. All’inizio verranno distribuite così patenti di guida, licenze e altri permessi. 

Oltre alle solite problematiche dei droni postini, tipo evitare di prendere qualcuno sulla testa o andare a sbattere da qualche parte, per tacere dell’autonomia molto scarsa delle batterie, il drone dell’emiro dovrà vedersela anche con la sabbia e le temperature che non di rado superano i 40 gradi.

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