Phantom 4: già tempo di dirsi addio?

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Giorni fa è apparso sul sito di informazione Suasnews.com un articolo che annunciava il pensionamento del Phantom 4, dopo nemmeno un anno di servizio. La notizia, comparsa poi su altri siti di settore, si basava su una fantomatica email trapelata, quindi una fonte non ufficiale, che DJI avrebbe inviato ai suoi rivenditori, approfittando dell’inizio del nuovo anno cinese (fine gennaio) per informarli sulle nuove direttive. Tra queste, anche un paio di righe sul fatto che la produzione del Phantom 4 fosse terminata.

email produzione phantom 4 terminata

La mail trapelata, in cui DJI informa i dealer che la produzione del Phantom 4 è terminata

A distanza di oltre due settimane, DJI non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale in merito (il che in effetti è un po’ strano), senza curarsi di placare l’immediato scalpore che la notizia ha montato persino sul forum della stessa azienda cinese. Ovviamente, la sola possibilità che una notizia del genere potesse essere vera ha scosso la comunità di clienti DJI e, in generale, sorpreso molti appassionati di droni (alcuni utenti, sullo stesso forum DJI, chiedono conferma della veridicità della notizia perché avrebbero in realtà intenzione di acquistare proprio un Phantom 4).

Perché il Phantom 4 non è morto, ma potrebbe avere i giorni contati

phantom 4 terminatoIn assenza di una smentita ufficiale da parte di DJI, è il caso di rimanere con i piedi per terra. È difficile credere che un prodotto comparso nel panorama dei droni consumer a marzo 2016 possa già annunciare il suo ritiro dalla scena, dopo appena 10 mesi. D’altro canto, il Phantom 4 campeggia ancora con la sua scocca immacolata sullo store DJI. Eppure il dubbio sul suo prossimo abbandono permane, per una serie di motivi.

Partendo proprio dal modello che ad oggi è ancora acquistabile sullo store online, bisogna ammettere che questo fatto non smentisce l’indiscrezione, che parla sì di produzione terminata, ma anche di unità ancora disponibili in stock.

Come detto prima, inoltre, è piuttosto strano che un’azienda grande come DJI non sia corsa ai ripari, prendendo posizione rispetto alla faccenda e gestendo (almeno con un comunicato) una situazione che evidentemente preoccupa una parte dei suoi clienti.

Eppure è tempo di pensionamenti per i droni di casa DJI, questo si era capito. Quest’anno l’azienda di Shenzen ha appeso al chiodo le eliche dei Phantom 3 Advanced, Pro e 4K, lasciando sullo store solo il modello di base. La ragione di tutto ciò è da ricercare semplicemente nella velocità con cui si evolve la tecnologia dei droni e soprattutto quella con cui DJI, leader del settore prosumer, presenta nuovi modelli sul mercato, al punto da sviluppare l’effetto collaterale di una vera e propria cannibalizzazione tra droni. Una lotta in stile Highlander, imposta dalla necessità di profitto, della quale il Phantom 4 ha tutte le carte in regola per essere la prossima vittima.

Una possibilità di cui DJI ha sempre tenuto conto, se alla luce di questo fatto andiamo a rileggere le dichiarazioni che Adam Lisberg, Direttore delle comunicazioni DJI per il Nord America, ha rilasciato lo scorso novembre a Techcrunch: “Non siamo mai stati un’azienda che si preoccupa della cannibalizzazione […] Siamo una società di innovazione e non ci importa se un nuovo prodotto fa sembrare datato un prodotto precedente“.

Quando uscì nel marzo del 2016, il Phantom 4 riscosse un enorme successo. Ma l’entrata in scena del Mavic Pro a settembre, con conseguente boom di prenotazioni che probabilmente ha sorpreso la stessa DJI, ha costretto i cinesi a rivedere i loro piani. Il Mavic Pro, più pratico, più smart, più nuovo, ha bruciato il Phantom 4 nelle preferenze dei consumatori, conquistando il primo posto in classifica sul mercato consumer. E con il Phantom 4 Pro competitivo nel settore prosumer, grazie alle qualità che lo rendono un buon drone non solo per video e foto, ma anche per applicazioni in agricoltura o ispezioni, per il modello standard sembra proprio che non ci sia più spazio, né all’interno delle strategie di marketing DJI e presto nemmeno sugli scaffali dei negozi e nei nostri cieli.

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