Corea del Sud, l’esercito studia come usare gli sciami di droni

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Procede a ritmo serrato l’implementazione dei droni nel comparto militare di molti paesi del mondo. Pochi giorni fa è rimbalzata in rete la dichiarazione di un ufficiale sud coreano secondo il quale l’esercito della Corea del Sud starebbe studiando come implementare “Swarming Warfare” nelle sue operazioni tattiche, utilizzando molteplici unità di droni equipaggiati con bombe ad alto potenziale esplosivo.

La tattica di guerra Swarming Warfare, già in uso negli eserciti di Usa, Cina e Russia, consiste nell’utilizzare diverse unità di combattimento, disposte in ordine sparso, per attaccare intensivamente e simultaneamente uno o più obiettivi.

La ricerca, il cui risultato è atteso entro al fine dell’anno, si concentrerà sull’analisi degli effetti degli sciami di droni relativamente alle operazioni navali, inclusa la difesa e l’attacco di porti, ricerca e soccorso, e illuminazione. In caso di esito positivo, l’esercito si occuperà nel lungo termine di equipaggiare i droni con le armi.

Gli sciami di droni nei diversi eserciti del mondo

Gli sciami di droni come arma da guerra sono già presenti negli arsenali di nazioni come Usa, Cina e Russia. A gennaio, il Dipartimento della Difesa americano ha condotto con successo un test in cui 103 droni Perdix, grandi ognuno 16 centimetri, sono stati sganciati da un caccia F-18 Hornet. Anche la Cina lavora da tempo a questa tecnologia, e sta facendo altrettanto pure la Russia (qui l’articolo sui mini droni da ricognizione di Putin).

Per il suo esercito, invece, la Corea del Sud vorrebbe puntare su droni con specifiche simili a quelle del modello “Coyote“, sviluppato dal contractor Raytheon per l’esercito americano. Questo tipo di drone può trasportare un payload massimo di 1 kg e volare per 90 minuti raggiungendo una velocità massima di circa 100 km/h. I passi del paese asiatico nella direzione dei droni militari appaiono piuttosto convinti, vista anche la dimostrazione che lo scorso ottobre ha avuto luogo nel quartier generale dell’esercito in Gyeryongdae, che ha visto il volo simultaneo di 300 droni.

Secondo alcuni esperti militari, infine, droni simili potrebbero essere allo studio anche in Corea del Nord.

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