UK, triplicate le denunce contro i droni

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Mettete assieme la grande diffusione dei droni (soprattutto quelli consumer, che hanno costi sempre più abbordabili), la mancanza di un regolamento chiaro e ben comunicato a riguardo, la condotta irresponsabile di alcuni piloti, la psicosi della gente di essere spiati da tutti (specie attraverso la tecnologia) e avrete gli ingredienti perfetti per spiegarvi (e spiegare) il motivo per cui, nel mondo, le denunce contro i droni hanno avuto negli ultimi anni una crescita praticamente esponenziale.

Il fenomeno è evidente nel Regno Unito, dove il numero dei rapporti della polizia che coinvolgono i droni sono cresciuti a ritmi vertiginosi negli ultimi tre anni, passando da 283 nel 2014 a 1237 nel 2015, fino ad arrivare alla cifra di 3456 relativa all’anno scorso. Ma il numero delle denunce è verosimilmente più alto, dal momento che non tutte le forze di polizia del Regno Unito tengono traccia degli incidenti che riguardano i droni.

Statistiche che vanno di pari passo con i report, anche questi crescenti, in cui piloti di aerei hanno segnalato di essere stati urtati o sfiorati in volo da un drone, anche se poi, in quasi tutte queste occasioni, l’oggetto indicato si è rivelato essere tutt’altro. Spesso si è trattato di un semplice uccello, e a volte perfino di un sacchetto di plastica, come a Heathrow. I numeri sulle cause di incidente aereo in Italia, a proposito, lì trovate qui.

Insomma, nonostante siano in molti a fare a gara per puntare il dito contro i droni, loro poverini fanno davvero pochi danni, e anche in questi casi la colpa è quasi sempre solo del pilota, che ha infranto la legge o che non ha preso le dovute precauzioni. E anche tornando alle numerose denunce del Regno Unito, basta guardare più nello specifico per accorgersi che molte di queste riguardano semplici lamentele tra vicini e non un vero e proprio rischio per la sicurezza e l’incolumità delle persone, come ad esempio il caso verificatosi nella città di Suffolk in cui un drone ha volato ripetutamente sopra un giardino dove alcune ragazze stavano prendendo il sole.

Il rischio, se si prendono i dati e i numeri decontestualizzati che spesso i mass media diffondono sui droni, è quello di alimentare una psicosi che non serve a nessuno, e meno che mai a creare le condizioni per norme chiare e moderne, che permettano di integrare i droni non solo nello spazio aereo di ogni nazione, ma anche nelle vite di ognuno di noi.

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