“Vi prenderemo”. La polizia inglese contro i droni che contrabbandano droga in carcere

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Droga. Ma anche sim telefoniche e cellulari: il contrabbando con i droni a beneficio dei carcerati sta diventando un problema serio. E la polizia inglese ha creato una squadra ad hoc per identificare e catturare gli autori dei voli fuorilegge. Che potrebbero seguire il drone in carcere e restarci molto a lungo.

Un drone catturato mentre cercava di far entrare un cellulare in prigione

Un drone catturato mentre cercava di far entrare un cellulare in prigione

Il Ministero della Giustizia inglese ha destinato fondi e personale per creare una squadra di esperti che possano studiare con le tecniche della polizia scientifica i droni contrabbandieri catturati e risalire al pilota. Il contrabbando ai carcerati, spesso boss malavitosi, è uno scherzo che può costare molto caro: un pilota che aveva recapitato in un carcere del sud del paese eroina per un valore di quasi 50 mila sterline è stato condannato a ben sei anni e sei mesi di detenzione.

La progressione del contrabbando in carcere è impressionante: nel 2013 non si è verificato nessun caso, nel 2014 due, nel 2015 ben 33 e per il 2016 i dati non sono ancora stati rivelati ma il ministero della giustizia parla di “un grosso incremento” rispetto all’anno prima. Gli inglesi hanno anche preso in considerazione l’uso di aquile addestrate per catturare i droni, come fanno peraltro in Olanda, ma l’idea è stata abbandonata per il timore che le eliche possano ferire gli uccelli.

In effetti, i compiti della task force inglese non sono tanto quelli di catturare o abbattere i droni: lo scopo primario è quello di catturare il pilota.

 

 

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