Un drone nucleare per esplorare Titano, la più misteriosa luna di Saturno

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titanoTitano è una luna estremamente interessante: più grande del pianeta Mercurio, fatta sostanzialmente di ghiaccio e roccia, ha una spessa atmosfera e fiumi, laghi e oceani di metano. E potrebbe avere anche un oceano sotterraneo d’acqua e ghiaccio, che potrebbe forse ospitare vita. Insomma un mondo affascinante, perché non esplorarlo con un drone?

Si chiama Dragonfly (libellula) ma non è esattamente gentile: si tratta di un massiccio drone esarotore che la NASA pianifica di usare per esplorare l’affascinante luna di Saturno, volando sotto piogge e temporali di metano potrebbe spostarsi da un luogo all’altro e poi riposarsi e ricaricare le batterie. Aria per le eliche ce n’è in abbondanza, Titano ha una spessa atmosfera di azoto (proprio come la Terra, in cui l’azoto è la componente principale della nostra familiare aria che quotidianamente affettiamo con le eliche dei nostri droni), quattro volte più densa dell’aria terrestre, e la bassa gravità della luna – un decimo circa della nostra – facilita di molto il volo del drone e il suo payload, composto sostanzialmente di telecamere e strumenti scientifici.

Titano ha una composizione chimica molto simile a quella che aveva la Terra prima che si sviluppasse la vita, anche se è molto più freddo di quanto il nostro pianeta è mai stato, e i suoi mari di idrocarburi sono zeppi del brodo di sostanze organiche che sulla Terra hanno dato il via alla nascita della vita.

300px-Huygens_surface_colorFinora solo una sonda è riuscita ad atterrare sulla superficie di Titano, il lander sella sonda Huygens, mandandoci immagini di un mondo gelato, perennemente avvolto da spesse nebbie di metano, decisamente inospitale e gelido oltre l’immaginabile, parliamo di -180 gradi centigradi. Per scoprirne i segreti più nascosti atterrare non basta, bisogna volarci dentro. Il problema più grosso sono le batterie: non potendo usare celle solari, visto che Titano riceve solo l’1% della radiazione solare che abbiamo sulla Terra, ricaverà elettricità dal decadimento radioattivo dell’uranio, quindi sostanzialmente si tratta di un generatore nucleare. In questo modo il drone avrà decine di anni di autonomia, quanto basta per farsi raccontare dalla luna ghiacciata tutti i suoi segreti. Soprattutto se c’è vita: potrebbero essersi evolute su Titano forme di vita che non hanno bisogno d’acqua liquida. Alcuni astrobiologi ritengono possibile infatti l’esistenza di forme di vita basate sul metano. Questa ipotesi è supportata da alcune recenti osservazioni: molecole di idrogeno scendono nell’atmosfera di Titano e scompaiono in superficie, sulla quale è stata altresì rivelata la mancanza di acetilene, composto che dovrebbe invece trovarvisi in abbondanza e che potrebbe essere la migliore fonte di energia per una vita a base di metano. Il ciclo degli idrocarburi imiterebbe dunque il ciclo dell’acqua sulla Terra ed eventuali organismi potrebbero utilizzare idrogeno e acetilene per produrre metano, senza necessità di acqua liquida.

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