Oh-oh, qualcuno ha lasciato aperto sul Web il flusso video del Predator

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Figuraccia dell’aviazione americana: due server, agli indirizzi 216.58.228.18 e 98.188.203.187, trasmettevano online senza nessuna crittazione il feed video di diversi Predator, i droni da guerra americani, in pattugliamento sul mare nel Choctawhatchee Bay, Golfo del Messico, non lontano dalla città di Pensacola in Florida.

Naturalmente ora il video non è più disponibile e i server sono stati prontamente spenti, ma per chissà quanto il video in diretta degli arei robot americano sono rimasti a disposizione di chiunque. I server sono stati scoperti per caso dal giornalista Kenneth Lipp, che stava usando il motore di ricerca Shodan, un motore di ricerca specializzato nel trovare i device connessi al Web. Prima che il leak venisse scoperto e la falla chiusa, il giornalista è riuscito a riprendere un video, qui in alto.

Almeno due i droni connessi, nome in codice Bonker0 e Ranger1. Se Bonker0 era offline, Rander1 invece ha deliziato il reporter con le sue riprese degli obiettivi che stava monitorando, con grandi zoomate e panoramiche che danno perfettamente idea di quanto potenti siano gli aerei robot gestiti da tre agenzie governative: il National Reconnaissance Office, l’ Aerospace Data Facility-East e il  Washington Innovation Center del Combat Information Center.

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