Emilia-Romagna e Droni contro le zanzare: deroga dal Ministero della Salute?

Tra gli effetti dell’alluvione che giorni fa ha colpito il territorio di alcune zone della regione Emilia Romagna, bisogna purtroppo anche mettere in conto delle conseguenze come l’aumento della presenza delle zanzare.

Ecco perché la Regione ha annunciato che l’Assessorato regionale alle Politiche per la salute, con la collaborazione del gruppo tecnico regionale dedicato alla prevenzione delle arbovirosi, ha definito e inviato ad Ausl e Comuni una serie di indicazioni tecniche per rafforzare il controllo delle zanzare nelle zone alluvionate, un aspetto da non sottovalutare perché questi insetti possono essere vettori di malattie come il West Nile Virus, la Dengue, etc.

Stando a quanto riporta il comunicato sul sito ufficiale, per fortuna, le analisi effettuate finora sugli esemplari adulti, catturati grazie alle trappole disposte nell’ambito del Piano regionale arbovirosi, non hanno rilevato la presenza di nessun virus, ma l’allarme resta alta per via della grande quantità di acqua stagnante che, dopo l’esondazione dei fiumi, è ancora presente nelle zone colpite dall’alluvione.

È per questo che, oltre a ricordare che “Tutti i Comuni delle province di Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini sono richiamati a garantire una corretta e completa attuazione delle misure previste dal Piano regionale, per contribuire alla prevenzione della proliferazione delle zanzare”, la Regione auspica, nelle zone più a rischio, ulteriori interventi basati su sistemi innovativi, tra cui la lotta a mezzo drone.

Nel comunicato si legge infatti “Azioni aggiuntive sono invece richieste nelle aree del territorio comunale ancora interessate dalle alluvioni, proprio per fronteggiare lo sviluppo di zanzare collegato al mancato o ridotto deflusso delle acque nella rete idrica e al permanere di acque stagnanti. È stata richiesta al Ministero della Salute un’autorizzazione in deroga per poter usare i droni per la distribuzione del prodotto larvicida date le difficoltà operative nel raggiungere da terra le porzioni allagate di ampie dimensioni.”

La Regione Emilia Romagna vorrebbe quindi impiegare i droni per raggiungere agevolmente le porzioni di territorio ancora impraticabili per via dell’acqua e distribuire un prodotto larvicida che impedirà lo sviluppo delle uova di zanzara nell’acqua stagnante. Rispetto ai sistemi tradizionali, basati ad esempio su aereo, non solo i droni offrono una maggiore precisione nella distribuzione del prodotto sul campo, ma volando a quote più basse permettono anche di ridurre la quantità di prodotto impiegata e di limitarne la sua dispersione nell’ambiente, riducendo l’impatto delle sostanze impiegate.

Purtroppo, però, la Direttiva Europea e il Decreto Legislativo italiano n.150 del 14 agosto 2012 vietano l’irrorazione aerea di pesticidi salvo in circostanze specifiche (un aspetto che ad oggi limita fortemente anche molti dei vantaggi che offrirebbero i droni in agricoltura) ed è per questo che la Regione Emilia Romagna ha richiesto una deroga speciale al Ministero della Salute.

In attesa di conoscere gli sviluppi su questo argomento, ricordiamo che, in generale, il contributo dei droni nella lotta alle zanzare non si limita alla diffusione di sostanze insetticide o larvicide, perché possono essere impiegati anche in misure di contrasto più innovative, ad esempio come abbiamo visto fare al drone di Aermatica 3D quando lo scorso ottobre ha rilasciato circa 20.000 esemplari maschi di zanzare sterili.

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