Sempre più spesso i droni vengono usati per il controllo delle discariche abusive e il monitoraggio ambientale, ma oltre alle ispezioni ottiche (con apposite telecamere o termocamere), vengono usati anche speciali sensori che potremmo chiamare amichevolmente come “nasi“.
Come dice il nomignolo sono sensori o payload applicati ai droni che “annusano” l’aria, per rilevare determinate particelle gassose.
Presso il Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” opera, sin dal 2015, un gruppo di ricerca che ha focalizzato le sue attività sullo sviluppo di protocolli e metodi per l’uso dei droni nel monitoraggio ambientale.
Nel tempo le attività di ricerca si sono notevolmente ampliate, passando dalla termografia al monitoraggio ambientale via drone con un costante aggiornamento di macchine e sensori.
Il team vede il coordinamento scientifico del Prof. Giuseppe Tassielli, Ordinario di Scienze Merceologiche, e si avvale delle competenze di Maurizio De Molfetta Responsabile Tecnico e Pilota presso il Laboratorio TALSEF e Donatello Fosco, dottorando di ricerca proprio in ambito di droni applicati al monitoraggio ambientale.
Droni con appositi sensori “annusano” l’aria per scovare discariche abusive
L’asse della ricerca scientifica condotta dal Team ad oggi è totalmente incentrato sullo studio volto alla progettazione di metodiche e protocolli utili ad eseguire attività di monitoraggio ambientale tramite drone.
Nello specifico il Team sta perseguendo in maniera parallela due linee di progetto:
- la prima è incentrata sullo studio di protocolli che tramite UAV e sensori consentano di misurare con elevata precisione le emissioni diffuse di metano da discariche, siti oil & gas ed impianti in generale.
- Il secondo ramo di ricerca è invece focalizzato sullo studio di protocolli per il rilievo, sempre tramite UAV e sensori annessi, di sostanze inquinanti in matrice aerodispersa, alcune aventi impatto odorigeno rilevante ed altre riferibili alla sfera della qualità dell’aria in ambiente outdoor.
Attualmente il gruppo di ricerca svolge le proprie attività utilizzando strumentazione composta da droni della serie DJI Enterprise come Matrice 300 RTK e 210 RTK oltre a UAS prototipo appositamente progettati e costruiti per specifici scopi.
I sensori invece vengono sviluppati da terze parti e customizzati ad hoc rispetto alle specifiche esigenze manifestate dal gruppo di ricerca.

Le attività di ricerca sinora condotte hanno prodotto un’ingente quantità di dati acquisiti in differenti scenari, dal rilievo in siti di discarica per il monitoraggio delle emissioni diffuse di metano, al rilievo di inquinanti aerodispersi presso impianti di depurazione per acque reflue.
Tutti i dati sono poi sviluppati ed analizzati tramite specifici algoritmi messi a punto dal gruppo di ricerca e software di tipo GIS.
L’analisi dei dati è condotta nell’ottica di validare i protocolli di rilievo oggetto di studio al fine di poter fornire agli stakeholders come enti governativi e di controllo, industria di vario tipo e tecnici professionisti, specifici protocolli di rilievo ad alto contenuto innovativo e di estrema precisione.
L’idea principale condivisa dal Team è che l’implementazione delle metodologie di controllo degli inquinanti ambientali tramite nuove tecnologie e nuovi protocolli si possa configurare come prezioso alleato per la salvaguardia dell’ecosistema.






