Spark: in un colpo solo DJI reinventa i droni da selfie e i SAPR inoffensivi da lavoro

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DJI rimescola di nuovo le carte e reinventa il futuro dei droni con una macchina da meno di tre etti che ci ha lasciato a bocca aperta, ridefinendo in un colpo solo il mondo dei droni da selfie e quelli professionali. Impressionante quanta roba sta in tre etti: 2 km di autonomia, ritorno video HD, 16 minuti di volo, 50 km/h di velocità, gimbal a due assi e camera FullHD, connessione diretta ai social media. A meno di 600 euro.

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Come previsto il più piccolo dei droni DJI,  più piccolo ancora del Mavic, si chiama  DJI Spark e ha una doppia natura: l’appassionato di fotografia che non ha mai pilotato nulla in vita sua si trova una potentisima fotocamera volante che si controlla senza radio, solo con il cellulare oppure con i gesti delle mani. Invece i professionisti italiani che vogliono sfruttare il regolamento ENAC e usarlo come SAPR da  300 grammi inoffensivo,  e quindi lavorare senza bisogno del patentino e con notevoli vantaggi assicurativi, con la radio opzionale si trovano tra le mani un potentissimo strumento di lavoro, che fa riprese in full HD, ha un video di ritorno a 720p e una portata di ben due chilometri con una autonomia eccellente per un drone così piccolo, ben 16 minuti. Il tutto a un prezzo decisamente concorrenziale: 599 euro (senza radio) o 799 euro con la radio (e in più una seconda batteria, i paraeliche obbligatori per usarlo come SAPR inoffensivo. Anche se il drone pesa 295 grammi senza paraeliche, quindi con quelli  in dotazione si supera il limite dei 300 grammi. Ma abbiamo 5 grammi per inventarci qualcosa, magari con il depron o carbonio sottilissimo. E in più cavi, borsa a tracolla e quattro paia di eliche). I preordini cominceranno da metà giugno. 

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Mai tanta intelligenza su un drone così piccolo
Per chi intende usare lo Spark solo per divertirsi, non c’è davvero nessun bisogno di imparare a pilotare, fa tutto lo Spark. Una volta che lo Spark decolla dalla mano, entra automaticamente in modalità Gesture. Il suo sistema PalmControl può riconoscere i movimenti della mano e indicargli di spostarsi intorno, sostare sul luogo o atterrare sulla mano. In modalità Gesture, possiamo anche farlo allontanare, scattare un selfie, e richiamare lo Spark usando solo le mani. “Controllare un drone con videocamera solo con i movimenti della mano è un grande passo avanti che rende la tecnologia aerea una parte intuitiva della vita quotidiana di tutti, dal lavoro e dall’avventura ai momenti divertenti con amici e famiglia” ha detto in proposito  Paul Pan, Senior Product Manager di DJI, e continua: “La nuova interfaccia rivoluzionaria dello Spark ti consente di espandere facilmente la visuale del mondo dall’alto, per immortalare e condividere tutto ciò che ti emoziona nel modo più semplice che mai”.

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Modi di volo
Pensate per l’uso amatoriale, anche se richiedono l’uso del cellulare e le sole mani non bastano, sono  le quattro opzioni di QuickShot: Rocket, per inviare lo Spark dritto nel cielo con la videocamera puntata verso il basso; Dronie, per volare allontanandosi dal soggetto; Circle, per ruotare intorno al soggetto, e Helix per girare a spirale intorno al soggetto mentre vola in avanti. Usando una di queste quattro opzioni, lo Spark creerà automaticamente un video breve di 10 secondi del volo pronto per essere condiviso sui social media. Modi di volo più sofisticati, sempre indirizzati all’utenza amatoriale, sono TapFly e ActiveTrack. Con il primo si dice al drone dove andare tappando con il dito sullo schermo del telefonino, con il secondo lo Spark riconoscerà e seguirà automaticamente un soggetto a scelta del pilota, mantenendolo al centro dell’inquadratura. Lo Spark è anche compatibile con i DJI Goggles per un’esperienza di volo immersiva in prima persona. Ultima chicca, i colori. Sono cinque, a scelta tra Alpine White (bianco), Sky Blue (azzurro), Meadow Green (verde), Lava Red (rosso) e Sunrise Yellow (giallo).

Evitare gli ostacoli
E’ impressionante la quantità di sensori del piccolo Spark: Il sistema di FlightAutonomy consiste in una videocamera principale, un sistema di posizionamento visivo rivolto verso il basso, un sistema di sensori 3D in avanti, un sistema di posizionamento satellitare a due bande (GPS e GLONASS), un set di accelerometri  interziale ad alta precisione e 24 potenti unità computazionali. Queste caratteristiche permettono allo Spark di mantenere la quota con estrema precisione fino all’altezza di  30 metri (poi interviene il barometro + GPS e la precisione fatalmente si abbassa) e di rilevare ostacoli fino a 5 metri di distanza, quel che serve per non sbatterci contro.Come tutti gli ultimi droni di DJI, lo Spark può ritornare al punto di partenza automaticamente guidato dal GPS. la funzione si attiva automaticamente se il radiocomando o il cellulare perde il segnale, se la batteria si scarica,  oppure manualmete premendo il pulsante Return to Home (RTH), lo Spark ritorna al punto di partenza predefinito rilevando ed evitando gli ostacoli lungo il tragitto. Lo Spark integra anche il GEO System di DJI o il geofencing NFZ per fornirti una guida aggiornata sulle zone in cui il volo potrebbe essere limitato dai regolamenti o che sollevano questioni di sicurezza.

Qualità video
Schermata 2017-05-24 alle 17.19.59DJI ci ha abituato a riprese aeree di grande qualità, e la trovoao anche nel “piccolo formato” dello Spark. Il sensore è un CMOS di 1/2,3 pollici che cattura foto in 12-megapixel e realizza video stabilizzati in alta definizione a 1080p Full HD con otturatore progressivo. Il gimbal meccanico a due assi dello Spark e la tecnologia UltraSmooth riducono drasticamente le vibrazioni. Lo Spark include molte modalità di ripresa dei precedenti droni di DJI e in più due modalità, Pano e ShallowFocus. In modalità Pano, la videocamera crea panoramiche orizzontali o verticali regolando il gimbal e indirizzandosi automaticamente, scattando una serie di foto e unendole insieme. ShallowFocus ti consente ti focalizzare nel dettaglio un’area e sfumare il resto dell’immagine, creando fotografie distinte con una bassa profondità di campo. Una varietà di filtri e modelli predefiniti di editing automatici nella app mobile DJI GO 4 permette ai creativi di modificare video velocemente e condividerli su Facebook, YouTube, Twitter, Instagram, e altre piattaforme di social media.

Radio: non solo per i professionisti
Schermata 2017-05-24 alle 17.21.19Se sicuramente gli appassionati apprezzeranno la possibilità inedita di guidare il drone a manate o a ditate sullo schermo del cellulare, per la precisione richiesta dall’uso professionale la radio è indispensabile. Può fare sorridere l’idea di usare un drone così minuscolo per lavorare, ma se sta nei 300 grammi con il pareliche ci sono vantaggi indubbi per i professionisti: essendo per definizione un drone inoffensivo (meno di 300 grammi, paraeliche – da inventare, quelli di serie pesano troppo – e velocità massima sotto i 60 km/h) lo si può usare per lavoro senza patentino, l’assicurazione costa meno e soprattutto per lui tutte le operazioni sono non critiche, in ogni scenario: una manna per i tanti fotografi che vogliono una macchina pratica, inoffensiva e potente per fare per esempio le foto dei matrimoni in piazza (ricordiamo comunque che non si deve mai sorvolare gli assembramenti di persone, nemmeno con un trecentino inoffensivo). Con la radio si può attivare la modalità Sport, che spinge il drone fino a 50 km/h, e attiva automaticamente la gimbal a due assi sulla posizione FPV, in modo da tenere la camera puntata in avanti e guidarlo con l’aiuto del video di ritorno, in HD (720p) sul cellulare.

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