Forse l’attesa è finita: DJI Spark potrebbe debuttare il 24 maggio

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La stampa americana è allertata: il 24 Maggio DJI negli Stati Uniti farà un importante annuncio. C’è da scommettere che si tratti del piccolo Spark, il primo drone da selfie del gigante cinese

Ormai la tendenza è chiara: i droni personali devono essere piccoli, intelligenti, potenti e inoffensivi. Per volare senza seccature burocratiche, innanzitutto: negli USA il limite sotto al quale non è necessario registrarsi come aeromodellisti presso la FAA, l’ENAC d’oltreoceano, è 250 grammi, e c’è da scommettere che il piccolo Spark rispetterà questo limite. Limite che arriverà presto anche da noi in Italia, insieme alle future regole europee EASA, attese tra un annetto o poco più. Oggi invece paradossalmente droni tascabili o mostri da 24 chili, se usati come aeromodelli, seguono le stesse identiche regole ( le regole sono qui, e ricordiamo una volta di più, per chi non era attento, che gli aeromodelli e i droni, se usati solo per divertomento o per sport, NON hanno bisogno di patentini, visite mediche o riconoscimenti, e nemmeno di assicurazione, anche se questa è meglio farla, costa poco e fa volare tranquilli).

Dello Spark si sa pochissimo, solo che è più piccolo del Mavic, al momento il drone ripieghevole più piccolo di casa DJI, anche se qualche anticipazione è filtrata (e l’abbiamo riportata qui) e qualche foto non ufficiale, che potrebbe riservare però qualche sorprsa. Non abbiamo la minima idea del prezzo, anche se riteniamo sia attorno ai 500 euro, più o meno come il Phantom 3 Standard.

Riuscirà DJI a rinnovare ancora una volta il mondo dei droni, superando i limiti attuali dei drono da selfie? Principalmente soffrono di tre cose: una portata radio molto limitata visto che si affidano al wifi del cellulare e non hanno una radio propria, autonomia risicata a causa della necessità di portare a bordo batterie molto piccole per ragioni di peso e difficoltà a volare con il vento a causa della massa contenuta. Se su autonomia e vento c’è poco da fare, sono limiti fisici difficili da superare, per la portata radio contiamo sulla tecnologia e l’esperienza di DJI, che riesce a far volare i suoi Mavic a sette chilometri di distanza dal pilota: non chiediamo tanto, ma almeno i 200 metri legali quello sì.

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