Da giovedì prossimo spiagge chiuse ai droni. Si riapriranno il 30 settembre

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Comincia a stagione balneare e i doni sono off limits su tutte le spiagge italiane. Il divieto è contenuto nelle regole dell’Aria e riguarda soprattutto i droni professionali, che sono aeromobili, mentre gli aeromodelli aeromobili n0n sono ma comunque non possono sorvolare le spiagge se ci sono bagnanti.

Non è una novità, ma ogni anno scoppia la polemica. Droni e bagnanti non possono stare insieme, quando comincia a stagione balneare nessuno ci può volare sopra, il divieto riguarda la spiaggia ma anche i cento metro d’acqua antistanti e i cento metri dietro l’arenile.

Il divieto riguarda tutti gli aeromobili, e quindi anche i SAPR (i droni usati per lavoro) che, a differenza degli aeromodelli, sono aeromobili. Neppure gli aeroplani possono sorvolare le spiagge al di sotto dei mille piedi di quota, quindi 300 metri circa. Solo che gli aeroplani a trecento metri possono tranquillamente arrivare, ai droni la quota massima consentita è 150 metri (per i SAPR, i droni professionali) e 70 per gli aeromodellisti (cioè per chi vola per hobby senza patentino). Quindi di fatto per i droni il divieto è totale. Per i SAPR perché c’è scritto nelle regole dell’aria, mentre per gli aeromodelli (e quindi i droni usati per hobby) la situazione è meno chiara: è vero che per definizione non sono aeromobili, e quindi il divieto non si applica, ma d’altronde il regolamento ENAC (articolo 35 comma 5) dice chiaramente che gli aeromodelli non possono volare nelle zone proibite e regolamentate attive, nelle quali appunto potrebbero -a nostro avviso- rientrare anche le spiagge durante la stagione balneare. Inoltre il volo hobystico è molto difficile da fare legalmente sulle spiagge perché non si può volare con gli aeromodelli  dove c’è gente, ma almeno in teoria questi ultimo punto non riguarda il volo su una spiaggia deserta (a trovarla in piena estate). Quelli professionali invece non  possono avvicinarsi alle spiagge nemmeno se non c’è nessuno, indipendentemente dalle dimensioni: il divieto vale anche per i “trecentini”, i SAPR da 300 grammi. (ricordiamo che il limite dei 300 grammi vale solo per i SAPR e non si applica mai agli aeromodelli).

Se è abbastanza logico che durante la stagione balneare il buonsenso impone che non si voli per gioco con il drone sopra gli ombrelloni, meglio optare per pallone da spiaggia o racchette, il divieto è molto penalizzante per gli operatori professionali, visto che è proprio durate la stazione della tintarella e dei bagni che gli stabilimenti balneari i lidi e gli hotel, senza contare i comuni, chiedono riprese video.

L’AOPA, l’associazione dei proprietari e piloti si aeromobili, chiede chiarimenti ad ENAC:

“Si chiede chiarimento ufficiale in merito alle indicazioni contenute in RAIT.5006 in merito ai voli sulle spiagge nel periodo estivo. La risposta, essendo di pubblico interesse e sollecitata da diversi Operatori e Piloti del settore APR, sarà pubblicata nelle riviste del settore SAPR, nei canali social ufficiali AOPA ITALIA ed inviata tramite Newsletter, fornendo un chiarimento formale e definitivo al comparto. Non è possibile, anche per un Aeromobile a Pilotaggio Remoto (quindi in possesso delle relative abilitazioni, autorizzazioni e riconoscimenti), operare al di sotto dei 300m (1 000 ft) ed entro 100m da entrambi i lati della linea di costa, durante il periodo 1/06 – 30/09. Si chiede pertanto un Vs parere ufficiale sull’applicabilità della specifica RAIT.5006 (senza deroghe per il comparto APR?). Si evidenzia che per i Piloti ed Operatori APR, in questo periodo estivo, le spiagge ed attività pertinenti sono fonte di operazioni specializzate richieste dai Committenti nel rispetto delle condizioni di sicurezza applicabili allo scenario autorizzato”.

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