Australia: Droni per ricerca e salvataggio a lungo raggio basati su IA

Il servizio di salvataggio tra i surfisti australiani (Surf Life Saving NSW) in collaborazione con Aviassist, società specializzata nella formazione per l’utilizzo di droni, stanno lavorando ad un progetto pionieristico che mira a consentire all’UAV Australian Service di utilizzare droni a lungo raggio per localizzare persone scomparse in zone boschive o trascinate in mare aperto. Il progetto è stato testato sia di giorno che di notte sulla costa settentrionale di Evans Head, NSW, con la ricerca e il ritrovamento simulato di due escursionisti “persi” nelle zone limitrofe.

Durante le prove, sono stati impiegati 4 droni a lungo raggio, testando in totale 16 scenari diversi. A tale iniziativa, il governo del New South Wales ha assegnato un milione di dollari attraverso il progetto della durata di 18 mesi denominato “Long Range UAV Project”, che include una settimana di prova chiamata “Project Trial Week”. Attualmente, il SLSNSW sta valutando se tale tecnologia potrebbe essere implementata permanentemente con il sostegno di Aviassist nello sviluppare le approvazioni normative.

Ross Anderson, direttore generale di Aviassist, ha persino definito questa tecnologia “gamechanger” per il salvataggio tra i surfisti, affermando che “Ogni secondo conta in queste circostanze, quindi se un drone può essere lanciato con telecamere termiche, una persona scomparsa o un gruppo di persone, può essere trovato rapidamente. Questo potrebbe significare fare la differenza tra la vita e la morte.”

Un altro intervento importante viene da Paul Hardy, responsabile del dipartimento dei droni del SLSNSW e pilota remoto capo del servizio dei veicoli aerei senza equipaggio australiani (AUAVS), che si è dichiarato molto soddisfatto dei progressi della settimana di prove, aggiungendo che “Questo progetto ci ha permesso di sperimentare in sicurezza diversi tipi di droni capaci di volare più lontano e per periodi di tempo più lunghi, operando oltre l’orizzonte visivo (BVLOS). Questo ha un potenziale enorme in quanto può sottrarre gli operatori di droni da situazioni pericolose e ci permette di ridurre il tempo di risposta agli incidenti e fornire una maggiore consapevolezza della situazione in molti altri scenari.”

In tempi recenti, Aviassist ha supervisionato quello che in Australia è stato il primo volo di un drone guidato da IA da una stazione di attracco “intelligente” attorno al porto di Sydney. Nella missione, il drone è stato in grado di aggirare tralicci ed edifici e rilevare l’Harbour Bridge sullo sfondo della baia.

“Era solo una questione di tempo”, ha detto Anderson. “Il drone è stato in grado di capire che c’erano alcune strutture nell’area e volare intorno a loro. Non è il pilota automatico, è l’intelligenza artificiale. Era il drone che riassumeva ciò che lo circondava e diceva a se stesso: “Ehi, posso volare qui, non posso volare là”.

Il sistema dietro questa docking station basata sull’intelligenza artificiale sarebbe in grado di far volare un drone in un raggio di 5 km e fino a 11 centimetri da un oggetto esterno, con un singolo individuo che può ovviamente monitorare lo stream del drone da qualsiasi parte del mondo.

In sostanza, con l’implementazione e la diffusione di questa tecnologia molto promettente, le operazioni di soccorso dedicate ai surfisti, ma anche ad altre persone disperse o in pericolo, dovrebbero essere rivoluzionate, determinando un numero maggiore di vite salvate e aumentando la sicurezza per tutti.

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