Interessante novità dalla Cina, dove un team di ricercatori della School of Artificial Intelligence Optics and Electronics della Northwestern Polytechnical University di Shaanxi, sotto la guida del professor Li Xuelong, ha sviluppato una tecnologia che rende uno sciame di drone in grado di comunicare e collaborare come fosse un team umano.
Mentre le strategie di comunicazione per gli sciami di droni normalmente simulano le colonie di api o di formiche, questi droni dialogano e collaborano tra loro come farebbero gli esseri umani, con l’evidente vantaggio che le strategie e le azioni dei velivoli, da un punto di vista tecnologico sempre più autonome, possono ora essere facilmente comprese dagli operatori umani coinvolti in queste operazioni, che possono anche interagire più comodamente.
Come riporta questo articolo sul Sout China Morning Post, questa tecnologia integra modelli linguistici ampi (per capirci, qualcosa di simile a ChatGPT) in applicazioni pratiche, così droni e umani possono parlare e soprattutto capirsi, in modo da collaborare in modo sicuramente più semplice.
Droni trovano le chiavi e scrivono in Chat grazie all’AI
Nella dimostrazione condivisa dal profilo ufficiale dell’università su WeChat, l’app di messaggistica cinese simile a Whatsapp, 5 droni sono stati incaricati di ritrovare un mazzo di chiavi in un parco all’aperto, comunicando tra loro e suddividendo autonomamente i compiti da svolgere. Durante l’esperimento, tre droni si sono offerti volontari per condurre la ricerca, mentre due altri, dotati di pinze, si sono autonomamente incaricati di recuperare le chiavi.
Visto che questi droni sono dotati di un’ampia gamma di sensori per la ricerca a bassa quota, l’evitamento di ostacoli dinamici e il posizionamento visivo, oltre ad essere in grado di modificare il loro assetto di volo in tempo reale sulla base del feedback ambientale, non c’erano molti dubbi sul fatto che avrebbero portato a termine il compito (peraltro non impossibile). Grazie all’innovazione apportata dai ricercatori, però, i droni non si sono limitati a ritrovare le chiavi, bensì, una volta individuato il mazzo in questione, hanno usato la chat di gruppo per inviare immagini all’operatore umano e chiedere conferma!
Rispetto al concreto completamento della missione, una tecnologia innovativa come questa non sembra determinante, ma questo livello di dialogo in momenti cruciali incrementa in modo significativo la stabilità e la sicurezza durante l’esecuzione dei compiti. Grazie a questo sistema di collaborazione livellato tra esseri umani e robot, la ricerca di Li e del suo team mira ad aprire nuove frontiere nell’applicazione dei droni per operazioni di sicurezza, soccorsi in caso di disastri, trasporti aerei e logistica.




