Ileron apre la strada a chi vuole sperimentare droni in BVLOS, anche sopra i 25 kg

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Per le operazioni critiche con i piccoli droni gli scenari standard sono indispensabili, permettono di volare e lavorare senza problemi e con pochissima burocrazia. Ma quando gli scenari standard non bastano, specialmente se si deve volare fuori dalla vista del pilota ed eventualmente con droni veramente grandi, sopra i 25 kg, allora bisogna inventarsi tutto e fare analisi del rischio da zero a livello aeronautico.
Ileron, operatore di Prato ben noto per essere il concessionario italiano di UGCS, in quattro mesi ha strutturato una procedura che permetterà all’operatore toscano di offrire consulenza di alto livello per chi deve fare operazioni specializzate critiche complesse

In un nostro precedente articolo  parlavamo della LG 2017-001-NAV, un documento emesso dall’ENAC che contiene una traccia per determinare l’analisi del rischio in scenari non geografici, ovvero non legati ad una specifica area delle operazioni bensì alle sue caratteristiche in termini, ad esempio, di carico antropico. Oggi veniamo a sapere dall’articolo della redazione internazionale sUAS News  che Ileron è il primo ed unico operatore ad aver ottenuto l’autorizzazione da ENAC con il regime non geografico per eseguire operazioni specializzate critiche con un mezzo avente MOD minore di 25 kg operato in VLOS.

Abbiamo contattato quindi Filippo Fiaschi, titolare di Ileron, per approfondire la questione.

DZ – Filippo, ci puoi spiegare in cosa consiste l’autorizzazione che hai ottenuto da ENAC?

Fiaschi – Per quanto riguarda le aree urbane l’autorizzazione prescrive di operare in regime S02. Questa è una limitazione voluta da ENAC e che ho coscienziosamente accettato in quanto il carico antropico di un’area urbana è troppo alto per potervi accedere – con un mezzo sprovvisto di software DO-178 del Flight Controller – senza rendere inaccessibili l’area delle operazioni e del buffer in regime non geografico. In ogni caso, anche senza questa prescrizione dell’ENAC, già l’analisi del rischio da noi sviluppata avrebbe precluso, in via analitica, l’accesso alle aree urbane. Per quelle invece non urbane essa prevede invece che le operazioni vengano effettuate secondo le nostre procedure, validate dall’ENAC, dove l’analisi del rischio è, appunto, sviluppata sulla traccia della LG 2017-001-NAV secondo il regime non geografico: il nostro procedimento è stato ideato e portato avanti utilizzando esclusivamente risorse aziendali interne.

Dz – Hai presentato ad ENAC quindi un procedimento “ad hoc”, partendo da zero e dovendo dimostrare tutto; inoltre, la LG 2017-001-NAV prevede un percorso assai complesso. La domanda è: ma tutto questo impiego di risorse solo per le aree non urbane?

Fiaschi – Innanzitutto “area non urbana” non è affatto sinonimo di deserto. Molti fanno confusione tra area non urbana e area non popolata: sono due tipi di area completamente diversi. Operare in regime non geografico in aree non urbane permette di poter godere di una flessibilita operativa più ampia in tutti quegli scenari intermedi di aree popolate fuori dalle città. In questi Ileron può operare senza la necessità di rendere inaccessibili l’area delle operazioni e di bufferSecondo fatto, ed il più importante, è che lo scopo operativo è solo marginale per quanto riguarda la motivazione che mi ha spinto a domandare una valutazione dall’ENAC finalizzata al rilascio di un’autorizzazione non geografica; il mio principale intento era infatti quello di farmi validare un procedimento applicabile ai sistemi, con MOD minore di 25 kg, operati in BVLOS (Beyond Visual Line of Sight) ovvero con MOD maggiore o uguale a 25 kg. Il nostro procedimento, seguendo le previsioni della traccia LG 2017-001-NAV, è – sia con i dovuti aggiustamenti – applicabile ai droni più pesanti, oltre 25 kg o per quelli operati in BVLOSDirò di più: in seguito all’invio della domanda ed entrando in contatto con ENAC, il responsabile dell’Ente con cui parlai non mi nascose il suo stupore riguardo al fatto che fosse mia intenzione far valutare questo procedimento per un mezzo con MOD minore di 25 kg operato in VLOS, in quanto il percorso di valutazione che ho richiesto non era pensato da ENAC per questi mezzi ma bensì, appunto, per i droni più pesanti, oltre 25 kg o per quelli operati in BVLOS.

DZ – Oltre all’analisi del rischio, il resto della manualistica che avete inviato ad ENAC contiene procedure più vicine a quelle utilizzate per i mezzi con massa superiore a 25 kg?

Fiaschi – Il “tiro” è comunque centrato sul mezzo oggetto dell’autorizzazione, avente massa inferiore a 25 kg, però sì, è possibile dire che il rigore delle nostre procedure è più tipico di quelle adottate per i mezzi con massa superiore a 25 kg che non a quello utilizzato in applicazione ai sistemi con APR aventi massa minore di 25 kg. Per avere un ordine di grandezza, basti pensare che solo il documento contenente il report dei test iniziali conta 65 pagine.

DZ – Ottenuta da ENAC la validazione del tuo procedimento, in regime non geografico, con il rilascio dell’autorizzazione, quali sono ora gli obiettivi di Ileron al riguardo?

Fiaschi – Offrire consulenza, soprattutto per quanto riguarda l’analisi del rischio, per gli operatori interessati a chiedere autorizzazioni o permessi di volo per operazioni con i droni più pesanti, oltre 25 kg o per quelli operati in BVLOS. Abbiamo inoltre messo a punto una procedura innovativa, approvata dall’Autorità, la quale permette di caratterizzare lo scenario operativo con il massimo grado di ergonomia ed immediatezza.

DZ – Certo, la validazione da parte dell’Ente si traduce in affidabilità per il vostro servizio di consulenza rivolto agli operatori interessati a chiedere autorizzazioni o permessi di volo per operazioni con i droni più pesanti, oltre 25 kg o per quelli operati in BVLOS. Ma, la domanda sorge spontanea: se un operatore vi chiedesse una consulenza per far autorizzare con il vostro procedimento in regime non geografico un mezzo con MOD minore di 25 kg operato in VLOS, accettereste l’ordine di lavoro?

Fiaschi – No, semplicemente perché accettare non sarebbe professionale da parte nostra; la consulenza aeronautica non può prescindere da considerazioni economiche e dall’ottimizzazione delle risorse in relazione agli scopi operativi del cliente: per i mezzi con MOD minore di 25 kg operati in VLOS il procedimento autorizzativo ottimale non si persegue con procedimenti “ad hoc” ma bensì con gli Scenari Standard; ENAC con questi ha fatto un lavoro eccellente in relazione all’esigenze della categoria operante con droni aventi massa minore di 25 kg condotti in VLOSIn sostanza, chiedere un’autorizzazione “ad hoc” mediante il nostro procedimento in regime non geografico per un mezzo con MOD minore di 25 kg operato in VLOS sarebbe come sparare con un obice ad un uccellino. Ripeto: noi lo abbiamo fatto, ma più che altro per ottenere dall’ENAC la validazione delle nostre procedure; ciò allo scopo di effettuare consulenza rivolta agli operatori interessati ad impiegare droni più pesanti, oltre 25 kg o per quelli operati in BVLOS.

DZ – Le sperimentazioni in BVLOS richiederanno verosimilmente delle aree adatte, sai dirmi qualcosa al riguardo?

Fiaschi – Sì, insieme ad un proprietario interessato alla cosa, possiamo disporre di un’area di circa 350 ettari per la sperimentazione in BVLOS con mezzi aventi massa minore di 25 kg: l’area/facility che stiamo predisponendo, situata sulle colline della provincia di Prato (centro Italia), è ottima per lo scopo; l’orografia del territorio, con campi coltivati e boschi, è perfetta per testare le applicazioni di controllo delle colture, silvicoltura e monitoraggio del territorioIl nostro progetto è quello di fornire al costruttore/operatore un servizio completo per la sperimentazione in BVLOS: consulenza per le autorizzazioni, area/facility con tutti i servizi ed assistenza alle operazioni. Verso settembre 2017 saremo in grado di fornire ulteriori sviluppi. Naturalmente, il costruttore/operatore che disponesse già di una sua facility, potrà richiederci solo la consulenza.

DZ – Torniamo sugli aspetti tecnici del tuo procedimento: in due parole, in cosa si differenzia la metodologia di analisi del rischio che hai sviluppato sulla traccia della LG 2017-001-NAV da quella normalmente applicata dagli operatori che utilizzano APR con massa minore di 25 kg operati in VLOS?

Fiaschi – Principalmente per il fatto di essere una metodologia di tipo quantitativo. Essa prevede un procedimento statistico/matematico. Questa è sicuramente una metodologia più rigorosa e analitica di quella qualitativa perché non è legata a fattori esperenziali. Ti invio una pagina del documento per l’analisi del rischio (allegato 1), fai conto che buona parte di esso è tutto così ovvero calcoli. Ora ti dico una curiosità: è da quando ho 25 anni che eseguo valutazioni del rischio, prima nel campo industriale, poi in quello degli investimenti/costruzioni immobiliari; ho sempre pensato che quello qualitativo sia un metodo dove te la canti e te la suoni. A parte gli scherzi, in alcuni ambiti risulta l’unico metodo fattibile.

DZ – Nell’articolo di sUAS News ho notato due cose: la prima riguarda l’utilizzo del software UgCS, la seconda che avete raggiunto un primato. Ce ne vuoi parlare?

Fiaschi – Sì, UgCS oltre ad essere lo strumento più efficiente per portare a casa il risultato si è rivelato anche eccellente per il controllo dei parametri della missione: contenimento del volume di volo, no-fly zone, allarmi avanzati, dati di volo. È lo strumento più adeguato per il positivo mantenimento delle condizioni ammesse dall’analisi del rischio; come equipaggiamento, esso ha fornito un contributo lato macchina per l’ottenimento del permesso di operare in aree popolate non urbane in regime non geograficoRiguardo al primato: per la prima volta nella storia degli APR con massa minore di 25 kg, attraverso questo procedimento, Ileron è riuscita a dimostrare all’Autorità una probabilità di guasti/ora di volo dell’APR < 1.

DZ – Puoi indicare sinteticamente quali sono stati gli step del percorso autorizzativo dall’invio della domanda all’ENAC.

Fiaschi– Dopo l’invio della domanda e della documentazione secondo procedimento “ad hoc” sono stato contattato dall’ENAC che mi ha comunicato la composizione del team d’ingegneri responsabili della valutazione (allegato 2). Successivamente a confronti con il team, anche per l’invio delle correzioni alla documentazione, è stata rilasciata l’autorizzazione (allegato 3) dove è indicato che in aree non urbane le operazioni sono condotte secondo i nostri manuale di volo e manuale delle operazioni; quest’ultimo manuale, identifica il documento da utilizzare per l’analisi del rischio (allegato 4) dove, vi è evidenza del tipo di metodologia trattata ovvero quella che asserve l’utilizzo del SAPR in regime di autorizzazioni non geografiche (allegato 5).

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