Drone FPV Racing, non fate immersioni in città

0

I droni sono sempre più spesso sulle pagine dei quotidiani nazionali o trasmissioni  televisive.
Il contesto può essere quello della Pubblica Sicurezza  ipotizzando come i droni possano venir utilizzati per attacchi terroristici. Oppure per il controllo dell’ondata migratoria dall’Africa del Nord e Medio Oriente.
Non ultimo  il loro impiego prettamente ludico nel praticare il drone FPV Racing.
Una disciplina sportiva che consiste nel pilotare i piccoli droni quadricotteri osservando le immagini video trasmesse dalla telecamera montata a bordo.

Il risultato finale è molto simile a una “guida” come se ci si trovasse a bordo del mezzo, avendo una visione in prima persona che è poi la traduzione dell’acronimo FPV (First Person View).

Durante le gare di FPV racing questi oggetti volanti possono raggiungere notevoli velocità,  anche oltre i 120 km all’ora.

Ma il racing non é la sola cosa che affascina gli appassionati di questa disciplina., anche il free style ovvero lo svolgimento di manovre acrobatiche sta prendendo molto piede, anzi i pollici, dato che gli stick del radiocomando si tengono tra le dita.

Il Dive o diving è una recente moda che consiste nel alzarsi costeggiando una torre, una gru, un grattacielo e una volta in cima ridiscendere volteggiando lungo la parete verticale come se ci si stesse immergendo con un tuffo spettacolare

I video in rete sono molto emozionanti e stimolano i drone racers a imitare le gesta di questi giovani fantasisti.
Il rischio che queste voli effettuati in città possano comportare spiacevoli incidenti, è abbastanza elevato!

drone-fpv-racing-dive

E necessario considerare, senza mettere in dubbio le qualità di pilotaggio del talentuoso pilota, che l’avaria tecnica è sempre in agguato.
Un elica che su rompe, un regolatore che si guasta o una interferenza nel radiocomando o sulla trasmissione video.
Questa ultima poi, supponendo che il mezzo sia in ottime condizioni d’uso e sempre revisionato, non è assolutamente prevedibile ed è la peggiore avaria che possa capitare a un pilota FPV.

Basta una trasmissione sulla banda dei 5,8 ghz e dagli occhiali lcd non si vede più nulla, l’equivalente di mettere una mano davanti agli occhi al conducente di un autoveicolo.
E in città è lo spettro delle radiofrequenze è sempre bello congestionato. Quindi l’idea di cadere a tutta velocità sulla testa di qualcuno che si trova nei paraggi non è molto simpatica.

Se proprio volete fare queste immersioni volanti trovatevi qualche fabbrica abbandonata o un bel posto in mezzo alla natura: una parete rocciosa, un albero alto, considerando anche il fatto che  in Italia il pilotaggio in FPV è vietato ad eccezione dello svolgimento delle gare regolarmente autorizzato da AeCi.

Va anche detto che i piloti che praticano questi disciplina, sono persone con alte esperienze di pilotaggio, i droni da FPV non sono stabilizzati e non usano quasi mai il GPS, ergo bisogna saperli governare con abilità. Volano quasi sempre a bassa quota, massimo 10/15 metri e in caso di perdita di controllo, i velivoli atterrano nel giro di qualche decina di metri.

Con buone probabilità non ci sono al momento interessi da parte di ENAC o delle forze dell’ordine di cercare i raduni o le manifestazioni spontanee dove vengono praticate queste attività, ma se si inizia a volare in città o sopra a infrastrutture con passaggio di persone sotto, prima o poi a qualcuno scatterà un campanello di allarme.

1630 visite

Share.
Commenta:

Segui DronEzine sui social: