L’abusivismo dilaga e i cacciatori di abusivi si rendono sempre più ridicoli

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Di Sergio A. Barlocchetti

L’estate sta finendo e l’abusivo è sempre qua. Vamos a la playa! Il mitico tormentone dei Righeira è più attuale che mai. Perché mai come nei mesi appena trascorsi abbiamo assistito alla caccia all’abusivo del cielo.

Non appena faceva la sua apparizione in tv o sui social un video eseguito con un drone, Sapr o aeromodello che fosse, si scatenava una squadra di inquisitori specializzati per verificare, capire, nel caso denunciare. Talmente “applicati” nel loro fare che neppure si sono resi conto di essere divenuti macchiette del loro stesso ambiente.

Il punto è sempre il solito: l’abusivismo che evidentemente si sbaglia a contrastare con questi metodi. Il punto è che si può anche fare appello ai codici della Repubblica ma il problema non si risolve.

Certo, anche il committente ha le sue responsabilità, esattamente come salire su un Taxi e chiedere patente, licenza, assicurazione e visita medica al conducente. E magari questi Torquemada del mondo Sapr lo fanno (non sono mai salito in taxi con uno di loro), ma quale cliente di operatore Enac-Apr o sedicente tale sarebbe oggi in grado di verificare se costui ha tutti i documenti in regola?

Il caos è totale perché – e qui mi rivolgo a Enac – un povero futuro coniuge o il suo wedding planner  dovrebbe saper distinguere uno scenario S1 dal giardino del ristorante, saper leggere un attestato per capire se l’oggetto volante rientra nelle categorie previste. Ma chi ha vissuto quel giorno sa bene che difficilmente si ricorda il nome di tutti i parenti – il primo litigio coniugale è nel 90% dei casi sul chi invitare – , ed è l’inconfutabile prova che il più delle volte non si ha l’esatta percezione di ciò che si sta per fare, appunto varcare il ponte che separa stare insieme per sempre con starci per forza.

Ma a parte le esecuz… pardon, i matrimoni, e i droni di peso oltre i due chili usati per riprese di qualità e durata notevole, per tutti i lavoretti che si possono fare con un simil-Phantom non sarebbe meglio abolire l’obbligo di registrazione come operatori e limitarsi ad avere attestato e assicurazione?

Sarebbe la cura più efficace contro l’abusivismo perché la semplificazione è la chiave del funzionamento in tutti i settori aeronautici. E poi, l’attestato stesso è una registrazione Enac che identifica una persona come preparata a far volare un Apr.

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