2017 anno magico per i droni: sarà sfondata la barriera del miliardo di dollari

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L’anno che si avvia verso la chiusura sarà un anno storico per la nostra comunità: le previsioni degli analisti vedono il valore del mercato dei droni, civili e ricreativi, destinato a sfondare la barriera psicologica di un miliardo di dollari di valore. Non era mai successo prima.

Un miliardo, probabilmente anche di più. E prima della fine dell’anno prossimo, si sfonderà anche quota un miliardo e mezzo. Le cifre, non del tutto inaspettate visto che gli indicatori indicavano che qualcosa di grosso sarebbe successo, vengono dai conteggi degli analisti dell’americana Axios e Consumer Technology Association, la potentissima associazione degli sviluppatori di tecnologia consumer americana. Significa circa tre milioni e mezzo di droni grandi e piccoli in giro per il mondo, e la cosa più stupefacente è che gli incidenti gravi sono stati pochissimi, nessuno in Italia.

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Segno che la comunità degli utilizzatori di droni è matura e responsabile, meriterebbe un po’ più di fiducia da parte di chi fa i regolamenti, che spesso nel pur condivisibile obiettivo di salvaguardare l’incolumità e la privacy di chi sta a terra a volte vanno un po’ troppo con i piedi di piombo e frenano lo sviluppo di quella che pare sempre di più come la più dirompente tecnologia dell’ultimo decennio.

A contribuire al raggiungimento dello storico traguardo non ci sono solo i droni consumer, ma anche gli investimenti, sempre più imponenti,di aziende come Intel, Google, Amazon, Nokia, Qualcomm e UPS, solo per fare qualche nome che sottotraccia lavorano senza sosta allo sviluppo di reti, strutture e servizi basati sui robot volanti. Nei soli Stati Uniti la FAA, l’ENAC americana, prevede che nei prossimi 5 anni ci saranno ben 400 mila droni commerciali in volo negli USA.  L’unico ostacolo all’esplosione definitiva di questa filiera, notano gli analisti americani, sono i regolamenti ancora troppo restrittivi: soprattutto, viene citata come fortemente penalizzante l’impossibilità di fare voli fuori dalla vista dell’operatore, seccamente negata dal regolamento statunitense ma a onor del vero almeno teoricamente possibile in Italia.

 

 

 

 

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