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DJI risponde ad Antigravity nel nascente settore dei droni con camera a 360°, un modo inedito di ripresa che consente ai piloti di volare senza preoccuparsi dell’inquadratura, che verrà definita in fase di post produzione. Una cosa mai vista su piccoli droni adatti anche agli hobbisti. E consente anche di ottenere filmati che simulano acrobazie come tonneaux e volo rovescio o a coltello, cosa che con i multicotteri dal vivo non si può proprio fare. 360 gradi a parte, i due modelli attualmente sul mercato sono diversissimi tra loro: Antigravity A1 punta tutto sulla praticità del peso inferiore ai 250 grammi, e quindi (tra l’altro) niente obbligo di patentino. Dal canto suo DJI scommette sul costo contenuto, il suo Avata 360 è marcato C1 (quindi può volare anche in città, ma serve il patentino) ma costa molto meno del concorrente.
Che la battaglia sarà dura lo dimostra anche il fatto che prioprio sul 360° è scoppiata anche la guerra legale, con cause tra i due colossi cinesi che saranno ovviamente discusse nei tribunali della Repubblica Popolare. Ma gli effetti si vedranno in tutto il mondo.
Intanto DJI pare avere imboccato con decisione la via del low cost, come dimostra l’inedita serie di droni Lito, che abbassano l’asticella dei prezzi per chi vuole avvicinarsi alle riprese aeree semiprofessionali. E con la nuova offerta Inspire 3 Basic Package, anche i professionisti che possono investire budget ben più consistenti nella propria attività avranno un notevole beneficio economico.
Visto gli anni che stiamo vivendo, abbiamo deciso eccezionalmente di dedicare spazio ai droni militari, puramente dal punto di vista tecnico e nella speranza che fare informazione anche su questo aspetto aiuti tante persone “profane” del settore droni a comprendere meglio le enormi differenze che esistono tra i droni degli appassionati di foto e video aerei e i droni a scopo bellico.
Tra questi ultimi, i droni intercettori “Bullet” rappresentano una delle evoluzioni più interessanti degli ultimi anni: derivati dai droni da gara, sono diventate piattaforme
progettate specificamente per il combattimento aria-aria tra droni. E nel mercato dei droni militari entra a sorpresa anche l’azienda automobilistica Renault.




