Droni sotto i 100 grammi? un’opportunità enorme

Di Luca Masali

Las Vegas, al CES di qualche anno fa. Ero ospite di Parrot, che mi aveva invitato al lancio del suo ultimo drone consumer, all’epoca il BeBop, che ormai nessuno ricorda più. Quello che non posso dimenticare era l’entusiasmo negli occhi del CEO di Parrot, Henri Seydoux che mi chiedeva cosa pensassi del neonato gioiellino francese.
Lui entusiasta, io nell’imbarazzo più totale: come dirgli che per me era una macchina del tutto inutile, un’occasione persa, probabilmente la pietra tombale sulle ambizioni di Parrot di giocare un ruolo nei droni consumer?

Mi sbagliavo di poco, la fine sarebbe arrivata con il successivo, e altrettanto inutile, Anafi. Che come il BeBop, nasceva già morto per un peccato originale imperdonabile: pesava più di 250 grammi, che già all’epoca di quella cena americana era chiaro che sarebbe stato il limite per i droni senza complicazioni burocratiche sia negli USA sia in Europa.
Da lì a poco DJI sarebbe arrivata con lo Spark, il primo drone consumer sub 250 grmmi, fine dei giochi per Parrot. Che da quella volta non mi ha più invitato alle sue presentazioni, anche perché uscì definitivamente dal settore consumer.

Ora la storia si ripete: l’Inghilterra fuori da EASA ha deciso di lanciare una nuova categoria di droni sotto i 100 grammi, ancora più libera da burocrazie rispetto ai 250 di oggi, ed EASA ha già dichiarato di voler seguire Re Carlo.

Ovviamente nel misero panorama del Web italiano un sacco di sapientoni con fin troppi follower hanno gridato allo scandalo, alla fine dei giochi, con toni da tragedia davvero degni di miglior causa.

Ma la storia insegna che questa è la miglior opportunità da anni per chi vola. Esattamente come i sub 250g hanno aperto le porte del volo a milioni di persone, i 100 grammi promettono di far esplodere, finalmente, il nostro settore.
Se davvero, come promette EASA, questi droni avranno ancora meno lacci burocratici dei 250g di oggi, quante altre centinaia di migliaia di persone si avvicineranno al volo? Oggi più che la burocrazia, a tenerci a terra è la paura: la paura di volare e incorrere in sanzioni sproporzionate, la paura di chi sta a terra e teme per la propria privacy e incolumità. Droni più piccoli, più silenziosi, più discreti potranno aiutarci nella grande battaglia, quella dell’accettazione sociale dei droni, che è il vero nemico.
I cento grammi saranno una grandiosa sfida tecnologica e scientifica: occorreranno batterie più leggere, motori più efficienti, elettronica ottimizzata e camere miniaturizzate più sofisticate, perché la cura dimagrante possa coniugarsi con la qulità a cui siamo abituati. E non è impossibile: chi al tempo dei sub 250g avrebbe immaginato di vedere droni a 360° come l’Antigravity A1?

A Las Vegas, la difesa d’ufficio di Seydoux del suo BeBop è stata “ma la gente ci chiede più autonomia, sotto i 250g non si può fare“. Ecco perché Parrot non esiste più: perché non ha capito che la gente non sa davvero quello che gli serve. A nessuno serviva più autonomia, a tutti serviva meno burocrazia. Ma bisognava spiegarglielo, e soprattutto crederci.

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