In Trentino i Droni salvano 70 cuccioli di Capriolo in pericolo a causa dello sfalcio dei prati

Sono almeno 70 i cuccioli di capriolo salvati in appena un mese grazie all’impiego dei droni con termocamera. È il risultato di un progetto avviato in Trentino dall’Associazione Cacciatori Trentini in collaborazione con Coldiretti e la Federazione Allevatori, nato per proteggere i piccoli animali nascosti nell’erba durante il periodo degli sfalci.

Per i cuccioli appena nati il rischio è concreto, perché nei primi giorni di vita restano immobili per ore tra l’erba alta in attesa del ritorno della madre. Una strategia efficace contro i predatori, ma che li rende particolarmente vulnerabili al passaggio delle falciatrici.

Droni con termocamera per individuare i piccoli nascosti nell’erba

Il progetto, ben raccontato in questo servizio di Rainews, si basa sulla collaborazione tra agricoltori, allevatori e guardiacaccia. Grazie all’accordo tra le organizzazioni coinvolte, i guardiacaccia vengono informati in anticipo delle operazioni di sfalcio e possono intervenire prima dell’arrivo dei mezzi agricoli.

Per la ricerca vengono utilizzati droni equipaggiati con termocamera, capaci di rilevare la presenza dei cuccioli anche quando risultano completamente mimetizzati nella vegetazione. Una volta individuati, gli animali vengono messi al sicuro seguendo procedure che evitano di lasciare tracce olfattive umane.

Settanta animali salvati in un mese

Secondo quanto spiegato da Matteo Rensi, presidente dell’Associazione Cacciatori Trentini, nell’ultimo mese sono stati salvati 70 animali grazie a questa attività di monitoraggio aereo.

“Per i piccoli la barra falciante è letale. Questa azione va a salvaguardia della specie. Siamo l’ente gestore e gestire significa anche tutelare gli animali”, ha dichiarato Rensi.

Attualmente il progetto può contare su 20 guardiacaccia formati e su una flotta di 5 droni, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente l’iniziativa nei prossimi anni.

Una tecnologia sempre più utilizzata per la tutela della fauna

L’esperienza trentina conferma come i droni stiano diventando uno strumento sempre più importante per la salvaguardia della fauna selvatica. Grazie alle termocamere è possibile individuare rapidamente gli animali nascosti nell’erba alta e intervenire prima che le operazioni agricole possano rappresentare un pericolo.

Un approccio di cui parliamo con piacere ogni anno, e che trova applicazione anche in altri Paesi europei. Ad esempio in Svizzera, come riporta questo articolo di TVSvizzera.it, nel 2025 l’impiego di droni con termocamera e il lavoro di centinaia di volontari hanno permesso di salvare 6.451 cuccioli di capriolo prima dello sfalcio dei campi agricoli, attraverso il monitoraggio di oltre 62.000 ettari di territorio.

I risultati ottenuti in Trentino mostrano come la collaborazione tra tecnologia, agricoltura e gestione della fauna possa contribuire concretamente alla tutela degli animali selvatici durante uno dei periodi più delicati dell’anno.

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