Devi fare i manuali ENAC al tuo drone? Comincia a leggere qui

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Di Sergio Barlocchetti

SERGIOAiuto, devo fare i manuali. E’ la frase che tutti i neo piloti di Sapr, aspiranti operatori Sapr (scusate le sigle, non è colpa mia), pronunciano già durante il corso per l’ottenimento dell’attestato. La realtà è che, a parte chi il manuale lo compra, chi lo copia di sana pianta, chi scarica dal web un template magari in inglese e lo adatta, c’è anche chi, per orgoglio o puntiglio, se lo scrive. E inevitabilmente incorreva in qualche ritardo per via del linguaggio oppure del metodo utilizzato.(ndr per il passato, ora i manuali non vanno più inviati a ENAC) Ma anche perché, per “segreto di cartello”, spesso non trova riferimenti utili. Proviamo quindi a fornire una piccola guida alla redazione del famigerato “Manuale delle operazioni SAPR e della valutazione del rischio”.

Intanto: usate Word che va benissimo, evitate formati naif e impaginazioni shock con colori improbabili, i manuali aeronautici solitamente sono in formato A4 oppure A5 (mezzo A4), in bianco e nero con poche eccezioni per le pagine e le check-list dedicate alle procedure di emergenza. In particolare: il giallo è un segno di attenzione e corrisponde al “Caution”, il rosso è un segnale di pericolo e corrisponde al “Warning”. Ciò significa che i colori ce li potete mettere ma limitatamente al posto giusto e per richiamare l’attenzione alla consultazione rapida di una parte.

Optate anche per un modello template Word che preveda nel piè di pagina automatico il vostro nome e cognome, il numero della pagina (il cui totale dovrà essere riportato nella pagina di amministrazione del manuale stesso) e la data di stampa delle varie pagine. Ciò perché quando dovrete aggiornarlo per qualsiasi motivo, stamperete e approverete voi soltanto quella pagina, la sostituirete a quella non più utile e riporterete l’evento nella tabella denominata “Lista delle pagine effettive” che comprende data, numero della pagina sostituita o aggiornata, il capitolo nel quale è inserita, la motivazione e la vostra firma. Attenzione: la nuova pagina dovrà riportare anch’essa la data e la dicitura “Annulla e sostituisce la precedente” in modo che possiate ricordare l’operazione. Tranquilli, è più facile a farsi che a dirsi.

Va bene anche inserire una foto del vostro SAPR in volo, ma non dovete fare una tesi, anzi: il manuale efficace è giocoforza stringato per poter trovare le informazioni giuste al momento giusto e nel peggior posto in cui possiate ritrovarvi a doverlo fare. Quindi niente tomi né arzigogoli. Quanto al corpo del carattere, non usatene più di due: uno per i titoli, diciamo un Arial 16, uno per il testo, tipo lo Arial 12. La dimensione del carattere è associata inevitabilmente alla priorità dell’informazione e ogni livello in più comporta una fatica maggiore per la sua comprensione. Sono sconsigliati i corpi da bugiardino, inutili all’esterno e quando la luce ambiente è ridotta e in caso di diottrie mancanti. Abolito il grassetto. Per la lingua usate (bene) l’italiano o l’inglese. Molto importante è dare una priorità alle informazioni, ovvero usare i richiami “NOTA/NOTE” per indicare una precisazione che, se disattesa, non affligge la sicurezza ma specifica un concetto; la dicitura “CAUTELA/CAUTION” per richiamare l’attenzione su argomenti o procedure che possono affliggere indirettamente la sicurezza e infine la definizione PERICOLO/WARNING laddove esiste una relazione diretta tra evento e pericolo per l’equipaggio e il mezzo. Per esempio: è una CAUTION che le estremità delle pale dell’elica possono ferire anche da ferme. Ma è un WARNING che quando girano fanno male a dita, occhi, polpacci eccetera.

Chi non avesse fatto un corso per pilota di SAPR, troverà un valido aiuto nel manuale di DronEzine, che tra l'altro è adottato come libro di testo da molte organizzazioni di addestramento.

Chi non avesse fatto un corso per pilota di SAPR, troverà un valido aiuto nel manuale di DronEzine, che tra l’altro è adottato come libro di testo da molte organizzazioni di addestramento.

Ma cosa scrivere nel manuale? E’ molto importante scrivere le informazioni relative alle procedure operative, quelle tecniche e di sicurezza richieste dall’Ente Nazionale Aviazione Civile nell’ambito delle operazioni con Sistemi Aerei a Pilotaggio Remoto. Come ricordarle? Sono nel regolamento tecnico, al quale fare riferimento diretto: come definito dall’articolo n° X del regolamento Enac versione Y emendamento Z.

Ben evidenziate devono essere la Categoria di aeronavigabilità del Sapr, il numero di serie del mezzo e del controller e il numero di registrazione del mezzo, nonché la dicitura “Questo Manuale deve sempre accompagnare il SAPR” e la dichiarazione del periodo dedicato all’attività sperimentale effettuata da (mese anno) al (mese e anno). Molti operatori hanno indicato la scritta : “Il SAPR “XXXXXX” è utilizzato in accordo con le informazioni e le limitazioni descritte nel presente manuale”, dichiarazione formale della volontà di operare secondo le regole. La data di approvazione del manuale (quando richiesta), la lista delle pagine effettive è approvata da: (nome e cognome dell’autore) e naturalmente la sua… firma d’autore!

Eccoci quindi all’elenco dei capitoli da inserire nel manuale:

  1. Indice, una pagina sommario nella quale sia indicato a quale numero di pagina si trova un determinato argomento.
  2. Introduzione: ovvero la parte che racchiude tutte le informazioni di cui abbiamo parlato finora, le diciture e le frasi chiave.
  3. Acronimi, sigle e definizioni: sono due o tre pagine nelle quali sono definite e spiegate le sigle usate nel manuale. E’ l’ultima parte del manuale che deve essere compilata. Un esempio: che cosa significa SAPR, oppure GPS, o ancora CTR o ATZ.
  4. Dati dell’operatore e del Sapr, nome, recapito indirizzo del primo, numero di serie, tipo, peso e prestazioni del secondo.
  5. Tipo di operazioni compiute, dati relativi alle distanze rispettate, definizione e criterio di scelta del punto di decollo e dello spazio aereo impiegato, valutazione delle aree sorvolate.
  6. Metodo usato per l’analisi del rischio (definizione del rischio accettabile secondo quanto insegnato al corso) e limitazioni operative rispettate. Chi il corso no l’ha fatto, magari perché deve fare i manuali per un trecentino che non richiede patentino, trova una miniera di informazioni sul manuale di DronEzine “Multicotteri e droni” ovviamente al capitolo “analisi del rischio”
  7. Pubblicare la check-list pre e post volo ricavata dal manuale di volo del Sapr che possedete, magari integrata da concetti di safety o di tecnologia imparati al corso, come la verifica delle procedure di ricarica delle batterie oppure le temperature limite di esercizio del mezzo. Di nuovo, chi il corso non l’ha fatto trova informazioni sul  manuale di DronEzine “Multicotteri e droni” 
  8. Scheda della missione, ovvero la fly-card da compilare prima di ogni missione che contenga le valutazioni di spazio aereo, di operatività e manovra eccetera. Fatene più copie staccate dal manuale, saranno ogni volta il vostro “piano di volo”.
  9. Procedura d’emergenza / avaria. Per facilitare la redazione potete anche rinumerare le pagine a capitoli: per esempio il n° 2 avrà le pagine denominate 2-01 fino alla 2-XY, il n° 3 dalla 3-01 alla 3-XY. E’ un trucco che permette appunto la revisione più rapida e la sostituzione di una sola pagina per volta. Qualora una facciata della pagina rimanga volutamente bianca (perché magari sul retro c’è un’immagine che si intravvede), nel centro della stessa inserite la frase “Pagina lasciata intenzionalmente bianca” o “Intentionally left blank”.

Questo metodo costituirà una buona base di partenza per redigere il documento principe dell’attività. Riguardo al manuale di utilizzo del Sapr, se è assemblato da voi saprete meglio di chiunque altro che cosa scrivere, se è un autocostruito finto, cioè un drone commerciale dichiarato autocostruito, riportate le voci del manuale di uso pubblicato dal costruttore integrandole con quanto imparato al corso riguardo le misure di attenzione e sicurezza delle operazioni pre e post volo, delle quali non dimenticate la fase di Briefing e de-Briefing. Se non sarà un successo alla prima bozza state tranquilli, non sarete lontani dal traguardo e… che soddisfazione!

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