Parrot guarda oltre il visibile: arriva BeBop Pro Thermal (e il cugino di campagna agricolo BlueGrass)

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Una camera termica Flir accoppiata al popolare quadricottero leggero francese: è il BeBop Pro Thermal, in una scatola da 1.500 euro tutto quel che serve per fare termografia aerea. Una soluzione particolarmente adatta  alle piccole e medie imprese del settore edilizio, per professionisti dell’ispezione termica e servizi di pubblica sicurezza. E per l’agricoltura arriva il Bluegrass, un inedito quadricottero con la multispettrale agricola Sequoia, la stessa che equipaggia il tuttala agricolo Disco Pro AG.

Parrot continua nella sua strategia di utilizzare i popolari prodotti consumer in soluzioni professionali potenti ed economiche, naturalmente senza avere la pretesa di raggiungere le prestazioni di macchine da decine di migliaia di euro di valore. Piuttosto, si tratta di strumenti pratici e flessibili che permettono a tutti, ma proprio a tutti, di sfruttare la potenza dell’infrarosso nella routine di tutti i giorni. E naturalmente accoppiata alla notevole e ben conosciuta camera frontale full HD propria dei BeBop 2.

Il Thermal nasce dal matrimonio tra un BeBop 2 e la nota e apprezzata camera all’infrarosso Flir One Pro (con scheda da 32 Gb). Si tratta di una camera termica nata per essere usata  con i cellulari, più che con i droni, ma al peso e ingombro limitati (poco più di 35 gtammi) accoppia prestazioni di tutto rispetto: risoluzione ottica RGB da 1440x1080p, e sensore termico 160x120p. I dati termici e quelli ottici vengono combinati dalla app  FreeFlight Thermal, che altro non è che la versione per la termografia della app di controllo dei BeBop,  al fine di creare immagini precise e definite.

I dettagli riguardanti i bordi sono evidenziati all’interno dell’immagine così da permettere all’utente di identificare immediatamente le aree con dispersioni termiche o i punti di calore. La temperatura termica catturata dai sensori può essere inoltre mostrata toccando la parte interessata nello schermo del tablet collegato.

Tre modalità di impostazione dell’immagine termica:

Standard: le immagini termiche sono mostrate da rosse (160°) a blu (10°) per un’identificazione rapida delle dispersioni termiche.
Dinamica: la scala del colore termico viene adattata alla temperatura dell’ambiente. Ciò permette all’utente di ottenere un vantaggio dalla visione accurata delle dispersioni di calore. Le temperature elevate sono evidenziate in rosso e le temperature più fredde sono evidenziate in blu.
Hotspot: questa modalità è adatta ai professionisti della sicurezza antincendio e delle ricerche di emergenza e agli esperti di soccorso. Sono evidenziate e combinate con l’immagine RGB solamente le temperature più alte registrate. In questo modo, per esempio si riesce a identificare a colpo d’occhio il calore emanato da una persona in difficoltà.

Le immagini termiche possono essere facilmente confrontate con quelle riprese dalla camera frontale, la solita camera del BeBop2, e con la app si può passare in ogni momento dalla visione delle FLIR a quella della camera frontale. A seconda della necessità della missione, la camera termica può essere ruotata (a terra) da 0 a 90°, in pratica per riprendere dritto davanti (o meglio dietro, visto che è montata sulla poppa del BeBop) o direttamente verso il basso, verso terra. Grazie alla leggerezza della Flir, il tempo di volo è più o meno lo stesso del BeBop 2 “normale”, 25 minuti, e con lo skycontroller incluso il raggio d’azione massimo teorico è 2 km. Oltre al drone e alla Flir, completano la dotazione due caricabatterie, tre batterie, lo skycontroller 2 e lo zaino per portarlo sul campo. Disponibile da Novembre, al prezzo di listino di 1.500 euro. 

BlueGrass, il cugino di campagna

Parrot evidentemente ci ha preso gusto nel guardare con i suoi droni oltre l’invisibile, e ha preparato anche la versione multirotore del tuttala Disco Pro AG,, che si chiama Bluegrass (letteralmente “erba blu”, ma non fate quelle facce schifate, è anche una varietà di musica country).  La base non è più quella del collaudatissimo BeBop 2, visto che per il volo agricolo non sarebbe sufficiente, ma un drone del tutto nuovo, che pesa comunque meno di due chili. La camera magica (attaccata non dietro stavolta ma sotto) è la multispettrale Sequoia, notevole camera per uso agricolo che equipaggia anche il tuttala agricolo Disco Pro AG sempre di Parrot.

Si tratta di una camera che acquisisce contemporaneamente le immagini da usare per le mappe di vigore, nelle bande del visibile (16 Megapixel) e separate le frequenze del verde (500 nanometri), rosso (640 nanometri) infrarosso vicino (790 nanometri) e Red-edge (735 nanometri). La larghezza di banda è 40 nanometri per tutte le frequenze salvo per Red-Edge che è di 10 nanometri. I dati vengono archiviato sulla memoria interna di 64 GB pronte per essere spedite ad Airinov, service francese specializzato nei droni agricoli (e facente parte del gruppo Parrot)  che si occupa di trasformare i dati raccolti dal drone in mappe di vigore, cioè le mappe che dicono all’agricoltore se il suo raccolto sta procedendo bene oppure se occorre qualche intervento tempestivo: l’abbonamento ai servizi Airinov compreso nel pacchetto dura un intero anno.

Camera Sequoia

Oltre alla multispettrale, il drone ha naturalmente anche una camera frontale, la stessa di tutti i Parrot prosumer, full HD 1080p senza gimbal ma con stabilizzazione, pan e tilt digitali, utile per le ispezioni video di colture e infrastrutture agricole.

Rispetto al cugino del cugino di campagna, e cioè il Parrot Disco AG (che come abbiamo visto monta la stessa multispettrale Sequoia), il BlueGrass ha prestazioni decisamente inferiori: può infatti mappare con un singolo volo 30 ettari di terreno ad una altitudine di volo di 70 metri, contro gli 80 ettari del Disco Pro AG. Questo perché i quadricotteri consumano molto più dei droni ad ala fissa, ma soprattutto sono più lenti, tant’è vero che il BlueGrass ha una autonomia di 25 minuti mentre il tuttala di oltre mezz’ora.  Però ha il vantaggio di non aver bisogno di uno spazio per l’atterraggio, che è invece indispensabile per il tuttala, e ciò lo rende adattissimo alle colture di montagna, quelle terrazzate, le vigne, i frutteti e in generale tutte le situazioni dove non c’è a disposizione un prato comodo dove posarsi. Anche il BlueGrass, come il DiscoPro, viene venduto con lo skycontroller, il radiocomando Parrot dalla portata massima teorica di 2 km, ma in realtà nessuno sarebbe in grado di volare a occhio con la precisione richiesta per ottenere dati decenti per l’elaborazione delle mappe di vigore, quindi anche il BlueGrass in realtà viene controllato dal software di volo Pix4D Capture, l cui licenza d’uso è compresa per un mese, per cui basta disegnare con il dito sullo schermo la geometria del campo da trattare e ci pensa la app a guidare il drone, in un volo semplicissimo e totalmente automatico:

  1. Il drone decolla autonomamente
  2. Il drone percorre la mesh del campo automaticamente, guidato da Pix4D Capture
  3. Il sensore Sequoia raccoglie i dati
  4. Il drone atterra in automatico
  5. I dati vengono inviati ad Airinov per ricevere le mappe di vigore.

Il semplicissimo uso del software di volo Pix4D Capture

Una soluzione completa e totalmente automatica dunque, al pilota/agricoltore non resta che inserire su Pix4D i confini del suo campo, tracciandoli con il dito su un tablet o uno smartphone, lanciare il drone e lasciare che faccia lui tutto il lavoro. Ci pensa Pix4D a fare la mesh del campo e quindi a dire al drone dove deve andare e scattare le foto.

Una volta fatta la missione, penserà Airinov a trasformare i pomeriggio di lavoro in mappe di vigore. Semplice, no? Oltretutto, sempre rispetto al tuttala Disco pro AG, per pilotare il BlueGrass basta la diffusissima licenza VL/Mc, quella dei multicotteri leggeri, e non la più rara VL/Ap che è necessaria per il tuttala. Anche qui, oltre a drone, radiocomando, sensore Sequoia, software Pix4Dag,il software che trasforma le immagini riprese dalla Sequoia in mappe di vigore precise e accurate per un mese e servizio Airinov per un anno vengono fornite tre batterie, due carichini e lo zaino per portarlo appresso. Il prezzo è di 5 mila euro a partire da novembre.

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